Klimt Experience – Un’esperienza avvolgente

Klimt Experience – Un’esperienza avvolgente


Gli organizzatori della mostra su Klimt che si tiene al MUDEC di Milano dal 26/7/2017 al 7/01/2018 non potevano trovare un nome più azzeccato di “Klimt Experience” per descrivere questo evento.
Si tratta davvero di una esperienza ricca in cui la vista, l’udito e il cuore trovano appagamento.
Pur non essendo mai stata una assidua frequentatrice di musei, in questo periodo sento di avere voglia di avvicinarmi all’arte da autodidatta, seguendo il mio “sesto senso”, scegliendo quello che mi attrae di più tra le varie proposte che mi capitano sottocchio. Non ricerco un artista in particolare, tutto potenzialmente può essere buono per vivere l’esperienza.
Ho scelto di visitare la mostra di Klimt perché mi hanno attratto alcune parole della presentazione che ho trovato sul sito del MUDEC: “in un’unica experience-room il visitatore potrà vivere un’esperienza immersiva a 360° che coinvolgerà tutto lo spazio disponibile senza soluzione di continuità”.
Io che sono in un periodo di ricerca di esperienze nuove, l’experience-room al MUDEC non volevo davvero perdermela!
La stanza in cui viene presentata la mostra si presenta completamente nera con al centro delle sedute (io ho scelto di sedermi per terra) e tutto attorno, dal pavimento al soffitto vengono proiettate immagini della vita, le opere e i paesaggi dell’autore viennese. Grazie ad un sistema di video proiettori le immagini scorrono a dimensioni variabili tutto attorno allo spettatore e gli ingrandimenti delle opere permettono di vedere dei dettagli che, forse, osservando il quadro dal vivo, mi sarebbero passati inosservati. L’ambiente nero, inoltre mette in risalto i colori caratteristici dell’artista come ad esempio l’oro, suo segno distintivo.
Non solo la vista è appagata da questo fluire di pixel, ma anche l’udito, grazie alle musiche di Strauss, Mozart, Wagner, Lehár, Beethoven, Bach, Orff e Webern che contribuiscono a rendere completa l’esperienza.
Il quadro che più ero interessata a vedere è il famoso “Bacio” che viene mostrato in ogni dettaglio, ma non è, alla fine dell’esperienza, il dipinto che più mi è rimasto impresso. Infatti le immagini che ancora ho stampate nella mia mente e che più mi hanno emozionato, sono quelle del quadro chiamato “Bosco di betulle”. Klimt ha rappresentato gli alberi nella stagione autunno-invernale utilizzando i colori del blu, del giallo, del rosso, dell’arancio in una immagine molto ravvicinata senza riportare elementi che potessero indicare il confine del paesaggio e forse, proprio per questo, mi sembrava di essere io stessa completamente immersa in quel bosco.
Grazie all’intuizione di una amica che era con me, ho scelto di vivere l’esperienza con un assetto meditativo e questo ha permesso anche l’arricchimento dello spirito.
Sono rimasta piacevolmente colpita da come una mostra multimediale, vista con curiosità e mente aperta, senza preconcetti o aspettative, mi abbia permesso di vivere una esperienza intensa e abbia generato uno stato di benessere…l’appetito vien mangiando.

È segnalato in Arkani Segnali perché: perché vivere una esperienza con mente aperta, la rende unica e personale
È segnalato per: tutti
Ho scelto questa mia foto perché: rappresenta il mio “Bosco di betulle”

articolo di Federica Massari

Federica massari 1

 

 

 

 

 

 

 

11 Comments

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  1. 3
    gate

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