Il counseling agli adolescenti
Non so dire che tipo di insegnante sarei oggi se anni fa non avessi incontrato il counseling. Non so nemmeno dire se insegnerei ancora, perché i primi anni sono stati difficili e più volte ho pensato di cambiare strada.
Nelle mie prime esperienze di insegnamento mi impegnavo con grande volontà ma non avevo una preparazione sul piano della didattica e, cosa ancor più rilevante e motivo di stress, non avevo sviluppato le competenze relazionali necessarie per questo mestiere.
Il faticosissimo corso biennale di specializzazione per insegnanti tenuto dall’università mi era servito a ben poco e, anzi, mi aveva tolto buona parte dell’entusiasmo con cui ero partita. Se non altro, uno degli insegnamenti che avevo maturato spontaneamente è che non volevo trattare i miei studenti come alcuni professori universitari trattavano noi giovani insegnanti: vasi vuoti da riempire di nozioni.
Riconosco invece i grandi cambiamenti e i miglioramenti che ho osservato grazie alla formazione in counseling.
Il counseling mi ha permesso di sviluppare un metodo per gestire in modo più efficace le situazioni che si presentano, a partire dalla gestione delle relazioni con gli studenti, i colleghi, i genitori.
Se ripenso ai miei primi anni di insegnamento, ricordo come i miei sforzi fossero indirizzati soprattutto ai contenuti che volevo trasmettere e molto meno invece su quello che potevo ricevere dagli studenti, i loro feedback verbali e non verbali. E quando anche li osservavo e ascoltavo, non sempre ero in grado di usare questi feedback in modo utile.
Il counseling non è solo un insieme di tecniche utili alla comunicazione e infatti mi ha dato molto più di questo.
Mi ha aiutata a stare più in ascolto e senza giudizio di ciò che accade fuori e dentro di me, mi ha insegnato a distinguere i miei pensieri dalle emozioni e a riconoscerle per poter uscire dai miei automatismi, mi ha dato un metodo per fare delle scelte efficaci; innanzitutto nel mio modo di relazionarmi e di comunicare e, in modo altrettanto importante, nelle scelte relative alla didattica come la programmazione e la valutazione.
Ascoltarmi davvero significa per me interrogarmi sulla direzione in cui voglio andare, dove voglio mettere maggiore attenzione, dove sento il bisogno di confrontarmi con altri.
Cercare di dare risposte a questi interrogativi mi permette di mantenere vivo il mio interesse per l’insegnamento, soprattutto perché soffro la rigidità della struttura istituzionale che non è in contatto con i bisogni di chi abita la scuola e, più in generale, con i bisogni delle persone.
Interrogarmi e ascoltarmi provoca la critica e la messa in discussione di un sistema e contemporaneamente la capacità di trovare soluzioni e adattamenti momento per momento per cercare di trarre il meglio, per me e per gli altri, dalla situazione che sto vivendo.
In termini pratici questo si riflette anche nel fatto che oggi vado a scuola con più piacere e con meno fatica rispetto ad alcuni anni fa, anche se nel frattempo la scuola è cambiata di poco.
“Il Counseling agli adolescenti” è uno dei testi che ho trovato utile nella mia formazione, sia come insegnante che come counselor. Si rivolge a chi vuole specializzarsi nel lavoro di counseling con gli adolescenti ma può essere letto anche da chi ha un interesse che riguarda gli adolescenti e/o il counseling.
Si divide in quattro sezioni; la prima è dedicata alla descrizione dell’adolescenza relativamente ai suoi compiti evolutivi e alle difficoltà che possono sorgere in questa fase della vita.
La seconda descrive la specificità del counseling con gli adolescenti, i processi comunicativi e i fondamenti del counseling proattivo con gli adolescenti.
La terza è dedicata alle strategie di counseling e la quarta alla descrizione dei casi.
Il testo si è rivelato una mappa utile per mettere meglio a fuoco degli aspetti specifici dell’adolescenza. Ho trovato interessanti spunti relativi alla comunicazione e alle strategie di counseling. La lettura è scorrevole e la suddivisione in sezioni e paragrafi rende agevole la consultazione.
IL COUNSELING AGLI ADOLESCENTI, Strategie e abilità, Kathryn Geldard e David Geldard, ed. Erickson, 2009.
È segnalato in ArKani Segnali perché: per la formazione in counseling di chi vuole lavorare con gli adolescenti
È segnalato per: counselor
Ho scelto questa mia foto perché: mi ricorda che quando incontro un adolescente non posso pensare di sapere già chi è solo perché anch’io sono stata adolescente..o perché ho studiato…e proprio questo è il bello.
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