Le parole sono finestre [oppure muri]
Da bambina pensavo che litigare fosse la cosa più brutta del mondo e soprattutto che ci fossero delle cose che non si potessero proprio dire, salvo rischiare di offendere o far arrabbiare le persone, con l’ulteriore funesta conseguenza di gravi conflitti o abbandoni.
Per fortuna poi sono cresciuta, ho scoperto che litigare a volte fa anche bene e che anche i conflitti non hanno necessariamente conseguenze irreparabili.
Eppure qualche ultima resistenza al pensare di poter dire proprio tutto mi era rimasta.
Ecco invece a sciogliere anche gli ultimi dubbi questo libro di Rosemberg, che presenta il suo procedimento in quattro punti per comunicare con chiarezza, efficacia e, soprattutto, con empatia. È la comunicazione nonviolenta, cioè quello scambio tra esseri umani che suscita comprensione invece che ostilità; non significa essere necessariamente d’accordo, ma garantire il rispetto e la comprensione reciproca.
Per attivarla occorre focalizzare la consapevolezza su quattro aree (osservazioni, sentimenti, bisogni, richieste) in modo da connetterci con noi stessi e con gli altri, manifestare una comprensione rispettosa per i messaggi che riceviamo e dire ciò che desideriamo senza suscitare ostilità.
La procedura è semplice, è spiegata con molta chiarezza e quindi è di facile comprensione; il libro offre anche delle esercitazioni per iniziare a sperimentare questo nuovo modo di parlare e di ascoltare. Naturalmente occorre esercizio e determinazione per metterla in pratica nel quotidiano, non basta certo un libro. Tuttavia già dalla semplice lettura di “Le parole sono finestre” molti sono gli stimoli per autoosservarsi e per attivare quei piccoli cambiamenti che, miracolosamente, generano grandi trasformazioni.
E in questo senso trovo il titolo della traduzione italiana davvero efficace (il titolo originale è semplicemente “Nonviolent Communication”): le parole sono solo parole, quello che davvero conta è il modo di usarle; possono creare muri, dividere, escludere, oppure possono essere come finestre, creare dei collegamenti che uniscono, aprire dei passaggi che portano dal proprio mondo a quello dell’altro e viceversa.
LE PAROLE SONO FINESTRE [OPPURE MURI] Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta di Marshall B. Rosemberg ESSERCI edizioni, 2003
È segnalato in ArKani Segnali perché:– Offre un modello di comunicazione focalizzato sulla consapevolezza, il rispetto, la comprensione, l’empatia. – La comunicazione nonviolenta è geneticamente virale: se la applichi, anche gli altri sono sollecitati a usarla.
È Segnalato per:– Tutti – Operatori delle professioni d’aiuto
Ho scelto questa mia foto perché: Dietro ai conflitti può esserci (a volte) il sereno
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