{"id":948,"date":"2020-10-02T15:09:37","date_gmt":"2020-10-02T13:09:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/?p=948"},"modified":"2020-10-02T15:17:55","modified_gmt":"2020-10-02T13:17:55","slug":"con-gli-altri-imparo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/con-gli-altri-imparo\/","title":{"rendered":"Con gli altri imparo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Per crescere un\nbambino ci vuole un villaggio<\/em> \u00e8 un vecchio detto popolare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il libro di Daniele Novara e di Elena Passerini\n&#8220;Con gli altri imparo&#8221; (ed. Erickson) si rivolge principalmente a\ninsegnanti, educatori, formatori e counselor che lavorano nelle scuole, dalla&nbsp;primaria\nalla secondaria di secondo grado. Eppure io credo che i messaggi che porta in\nesso si rivolgano proprio a ognuno di noi, in quanto ognuno di noi fa parte di\nquel <em>villaggio<\/em>, di quella comunit\u00e0 in\ncui i bambini crescono. E sono messaggi forti, che puntano direttamente&nbsp;allo\nsviluppo di quelle <strong>capacit\u00e0 prosociali<\/strong>\nche possono salvare una societ\u00e0 come la nostra, in crisi valoriale, confusa e\nspaventata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In tempi di Coronavirus, nell&#8217;ultima lezione on-line\ndi italiano che ho tenuto a giugno con i gruppi dei miei alunni di quarta\nelementare, alcuni di loro hanno affermato che speravano che l&#8217;estate passasse\nin fretta per poter riabbracciare i propri compagni e le proprie maestre a\nsettembre. Queste parole mi hanno molto colpita: quando in passato dei bambini\ndi 9\/10 anni avrebbero rinunciato alle agognate vacanze estive pur di ritornare\npresto a scuola? Eppure nel nostro gruppo classe i mesi di lockdown sono stati\ns\u00ec di lontananza fisica, ma non di lontananza sociale, poich\u00e8 in qualche misura\nquesti bambini si incontravano fra di loro e con noi maestre quotidianamente, seppur\nin modo virtuale. Anche le risate e le coccole non sono mancate. Finalmente ho\ncapito quanto la scuola sia diventato un luogo di aggregazione spontanea e che\nsolo gli adulti continuano a pensare che sia un luogo di aggregazione\nartificiale. In effetti in una societ\u00e0 come la nostra, non solo nelle citt\u00e0\npurtroppo (il fenomeno ormai \u00e8 molto pi\u00f9 diffuso), la classe \u00e8 uno dei pochi\nmomenti di socializzazione con un certo numero di coetanei che le nuove\ngenerazioni hanno la possibilit\u00e0 di frequentare. I bimbi e i ragazzi vanno\ndunque a scuola con un&#8217;aspettativa sociale molto accentuata. Allora bisogna\nlegittimamente cercare delle strategie metodologiche che garantiscano ai\ncompagni di una classe, sia a scuola che al di fuori di essa, la possibilit\u00e0 di\nvivere questa funzione socio-affettiva, giacch\u00e8 proprio nel gruppo la persona\nacquisisce nuove straordinarie possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente sono fermamente convinta che alla base di qualsiasi metodologia finalizzata a questo scopo ci debba essere l&#8217;Ascolto Attivo rogersiano. Il libro non parla di Ascolto Attivo, ma sottolinea che occorre che l&#8217;adulto impari a mettersi in ascolto dei bambini e dei ragazzi, per porsi accanto a questi come facilitatore, come regista, mettendo da parte la propria radicata ansia interventista. &#8220;Con gli altri imparo&#8221; rappresenta la dimostrazione pratica e semplice che un buon apprendimento nasce quando i soggetti la realizzano da loro stessi senza interferenze esterne e soprattutto senza i giudizi e le colpevolizzazioni che gli adulti inevitabilmente portano.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla parte teorica, in cui pratiche pedagogiche,\nosservazione diretta e ragionamenti di buon senso si supportano fra di loro,\nviene presentata una serie di attivit\u00e0 pratiche che possono rendere pi\u00f9\npromettente la vita del gruppo di bimbi\/ragazzi e, a parer mio, in qualche caso\nanche degli adulti: attivit\u00e0 per conoscersi, per facilitare la comunicazione,\nper creare e consolidare appartenenza, fiducia e cooperazione nel gruppo. Infine\nviene presentato il metodo \u201cLitigare bene\u201d, poich\u00e9, dopo aver costruito il\nsenso di appartenenza al gruppo, \u00e8 di estrema importanza educare ai conflitti.\nPurtroppo quest&#8217;ultima parola viene a sproposito collegata al termine di\nviolenza nel nostro immaginario collettivo, anche a causa dell&#8217;uso distorto che\nne fanno i mass media. Invece imparare a stare nel conflitto e a gestirlo \u00e8\nproprio il rimedio all&#8217;uso della violenza, in qualunque sua forma. Cos\u00ec scrive\nNovara: &#8220;Tutta la nostra vita esprime la necessit\u00e0, il tentativo, il\nbisogno di so-stare nel conflitto. Se lo facciamo bene portiamo avanti la\nnostra esistenza, sviluppiamo apprendimenti; se invece ci sottraiamo a questo\ncompito, trasgrediamo all&#8217;esigenza umana di andare avanti, crescere e\nraggiungere le parti pi\u00f9 autentiche e profonde di noi stessi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Basterebbe insegnare a noi stessi e poi ai bambini e ai ragazzi di oggi queste capacit\u00e0 prosociali per creare una societ\u00e0 meno individualista, meno violenta e per risolvere nel mondo della scuola una enormit\u00e0 di problemi che ci assillano, dal fenomeno del bullismo fino a quella mancanza di coesione educativa fra genitori ed educatori di cui non ci si fa carico se non attraverso aridi ragionamenti teorici sull&#8217;incapacit\u00e0 attuale di educare i giovani da parte della componente genitore e della componente docenti. Apprendere a cooperare e &nbsp;a mettere il bene comune accanto al proprio soddisfacimento personale \u00e8 ci\u00f2 che pu\u00f2 guarire le ferite di questa societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CON GLI ALTRI IMPARO Far&nbsp;funzionare&nbsp;la&nbsp;classe&nbsp;come&nbsp;gruppo&nbsp;di&nbsp;apprendimento,<\/strong> di Daniele Novara e Elena Passerini, Ed. Erickson, 2015.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 segnalato\nin Arkani segnali perch\u00e9<\/strong> questo lavoro con i bambini e con i ragazzi, sviluppato nel libro anche in\nmodo molto pratico, si integra in modo armonico con il compito sociale e con le\nmetodiche che Arka ha deciso di assumere e diffondere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 segnalato\nper<\/strong> tutti\ncoloro che lavorano coi bambini e con i ragazzi ed \u00e8 ricco di spunti utili per\nqualsiasi counselor che lavori con i gruppi anche di adulti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ho scelto questa mia foto:<\/strong>&nbsp;ecco una tuia, pianta sacra di alcune popolazioni dell&#8217;America del Nord. L&#8217;ho fotografata nel meraviglioso parco di Levico Terme.&nbsp; Queste piante, molto diffuse in Italia, ma che noi vediamo soltanto costrette in siepi geometricamente ritagliate e rigidamente allineate dall&#8217;uomo, in questo parco possono assumere grandi dimensioni, tanto che dalle loro radici si sviluppano nuovi fusti che si innalzano verso il cielo. Quella nella foto infatti \u00e8 un&#8217;unica pianta, che esternamente si sviluppa liberamente in un gigantesco e fitto cono esprimendo tutta la sua incredibile, rigogliosa, straordinaria potenzialit\u00e0, grazie al fatto che le vengono fornite le buone Cure e lo spazio indispensabile per potersi espandere. Cos\u00ec vorrei che potesse crescere ogni bambino su questa Terra.<\/p>\n\n\n\n<p><em>di Paola Remonti<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/20200712_155032-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-959\" srcset=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/20200712_155032-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/20200712_155032-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/20200712_155032-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/20200712_155032-1-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/20200712_155032-1-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per crescere un bambino ci vuole un villaggio \u00e8 un vecchio detto popolare. &nbsp;Il libro di Daniele Novara e di Elena Passerini &#8220;Con gli altri imparo&#8221; (ed. 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