{"id":879,"date":"2020-05-03T18:24:29","date_gmt":"2020-05-03T16:24:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/?p=879"},"modified":"2020-05-04T17:41:30","modified_gmt":"2020-05-04T15:41:30","slug":"bambini-e-scuola-il-futuro-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/bambini-e-scuola-il-futuro-dimenticato\/","title":{"rendered":"Bambini e scuola: il futuro dimenticato?"},"content":{"rendered":"\n<p>Come stanno vivendo questo periodo di clausura i bambini e i giovani nel nostro paese? Una domanda che mi pongo spesso, pensando ai miei studenti del liceo, ai miei nipoti e in generale pensando a tutti i bambini. Perci\u00f2 ho ascoltato con molto interesse la puntata di \u201cMatrix \u00e8 dentro di noi\u201d dedicata ai bambini in questo periodo di corona-virus e alla scuola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la terza puntanta della rubrica video di \u201cItalia che cambia\u201d curata da Daniel Tarozzi che dialoga con pensatori e attori del cambiamento mettendo a confronto la nostra percezione della realt\u00e0 con quello che pu\u00f2 esserci oltre gli schemi e gli stereotipi a cui siamo abituati.<\/p>\n\n\n\n<p>Daniel Tarozzi intervista Danilo Casertano, educatore e formatore con una lunga esperienza nel lavoro di ricerca e di confronto con diverse realt\u00e0 educative anche al di fuori dell\u2019Italia.\n\nCasertano parte dalla domanda \u201ccome stanno i bambini\u201d dicendo che \u201cnon \u00e8 vero che siamo tutti nella stessa barca; siamo nella stessa tempesta dove c\u2019\u00e8 chi ha lo yacht e chi nemmeno una ciambella di salvataggio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E da qui inizia a parlare di scuola facendo un\u2019analisi del sistema scolastico italiano con uno sguardo ancora pi\u00f9 ampio su come la nostra societ\u00e0 si rapporta ai bambini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La constatazione di fondo \u00e8 che il nostro \u00e8 un sistema che non si fida delle persone.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa visione dell\u2019essere umano, secondo Casertano, e anche secondo me, ha portato al fallimento di questo sistema educativo.  Mette il bambino, lo studente, nella condizione di essere quello che non vuole fare niente, un pigro, che va stimolato, controllato.  E la stessa cosa vale per gli insegnanti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema premia solo un certo tipo di comportamento: chi si omologa, chi esegue gli ordini e si attiene a delle regole impartite dall\u2019alto. Gli insegnanti sono controllori controllati a loro volta, in una rigida e ben strutturata gerarchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Come insegnante, io soffro in questo tipo di sistema; negli anni ho sviluppato metodi e anticorpi per riuscire a conviverci ma questa soluzione non mi basta pi\u00f9 e sono felice di sapere dalle parole di Casertano che ci sono tanti insegnanti che stanno riflettendo sui limiti di questo sistema anche nella scuola pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo nella mia esperienza lavorativa non ho incrociato molti altri insegnanti con la stessa visione, o forse, non ho incrociato la possibilit\u00e0 di parlare davvero della nostra idea di scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci troviamo spesso impegnati a risolvere problemi ed emergenze create proprio da questo tipo di sistema, faticando per mettere toppe, per rispondere a richieste pressanti di efficienza, di omologazione, per fare meglio e di pi\u00f9. In mezzo a tutte queste richieste la possibilit\u00e0 di mettere in discussione il sistema stesso non trova spazio. Io non lavoro con i bambini ma con i ragazzi pi\u00f9 grandi e vedo quali sono gli effetti su di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>In molti la preoccupazione per il voto ha superato la voglia di conoscenza; per altri la scuola \u00e8 diventata noiosa, pesante, ha perso la sua attrattiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Un sistema che produce questi effetti \u00e8 a mio avviso fallimentare. Perch\u00e9 io concordo con Casertano e credo che noi siamo esseri curiosi, affamati di conoscenza; la scuola non dovrebbe fare altro che far leva su questa nostra caratteristica invece di spegnerla.<\/p>\n\n\n\n<p>E lo stesso vale per gli insegnanti: io sono tra quelli che vogliono pi\u00f9 libert\u00e0 e pi\u00f9 responsabilit\u00e0 e sono convinta che siamo in tanti a volerlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo periodo di lockdown \u00e8 stato, lavorativamente parlando, il pi\u00f9 libero e creativo che ho vissuto da quando insegno nella scuola superiore. E questo aspetto \u00e8 stato molto bello per me, pur con tutti i limiti e le difficolt\u00e0 della didattica a distanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho avuto questa libert\u00e0 perch\u00e9 abbiamo potuto sperimentare e soprattutto, perch\u00e9 abbiamo ridotto i programmi.&nbsp;Cos\u00ec ho potuto personalizzare maggiormente le lezioni, seguire maggiormente le mie intuizioni e alcuni bisogni degli studenti. La didattica a distanza mi ha riservato delle piacevoli sorprese, \u00e8 stato un cambiamento fecondo da molti punti di vista. Non sostituisce quella in presenza, \u00e8 una didattica diversa, che pu\u00f2 integrarsi con altre tipologie di didattica. Voglio anche dire che ho potuto lavorare in relativa serenit\u00e0 solo perch\u00e9 l&#8217;utenza della mia scuola \u00e8 prevalentemente benestante e non abbiamo avuto particolari problemi a lavorare in questa modalit\u00e0; si tratta di una condizione privilegiata e so che la dad ha invece evidenziato molte differenze economiche e sociali ed \u00e8 stata di difficile organizzazione in molti contesti. Non sto affrontando ora questo tema, sto dicendo che la didattica a distanza ci sta offrendo la possibilit\u00e0 di uscire dal nostro solito modo di lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Insegnare matematica e fisica in un liceo scientifico finora mi ha lasciato poco spazio di libert\u00e0; programmi comuni troppo carichi, che costringono a fare continuamente i conti con il tempo e l\u2019efficienza. Per chi non \u00e8 addetto ai lavori concretizzo con un esempio: per svolgere tutto il programma non posso dedicare molto tempo al laboratorio, perch\u00e9 il laboratorio richiede i suoi tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Io penso sia meglio un programma con meno contenuti e pi\u00f9 metodo. Per\u00f2 i programmi continuano a rimanere tali ed \u00e8 davvero difficile scardinarli. Non concordo con Casertano quando dice che sono i libri di testo ad essere diventati il nostro programma. Magari in qualche ordine di scuola e per qualche insegnante \u00e8 cos\u00ec.&nbsp;Ma se fosse solo questo, penso che molti insegnanti avrebbero gi\u00e0 cambiato i programmi da tempo; per me per esempio i libri sono solo un supporto alla didattica e cos\u00ec vale per molti miei colleghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso che le cause siano pi\u00f9 profonde e strutturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Non esistono pi\u00f9 i programmi ministeriali ma, alle superiori, esiste un esame di stato che viene dal ministero e che finora ha richiesto una preparazione esageratamente vasta.&nbsp;Facile dire che siamo liberi di fare la programmazione che vogliamo se poi abbiamo paura di non affrontare abbastanza argomenti per preparare i ragazzi all\u2019esame di maturit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a questo, in quasi tutte le scuole viene richiesta una programmazione comune a tutti gli insegnanti di materia. Nella mia scuola siamo pi\u00f9 di venti insegnanti di matematica e fisica e ci viene chiesto non solo lo stesso programma, ma anche di svolgerlo con gli stessi tempi, con verifiche comuni svolte in contemporanea. Per stare sull\u2019esempio di prima, per stare dietro a questi ritmi, riuscire a fare esperienza diretta in laboratorio diventa una vera e propria corsa a ostacoli, fonte di notevole stress. Considerando poi che l\u2019organico ogni anno cambia e ci sono colleghi nuovi, ripensare la programmazione richiede di prendere in mano il discorso ogni volta da capo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lavoro a scuola da circa quindici anni e negli anni mi sembra che la struttura gerarchica e di controllo si sia man mano rafforzata secondo una logica di &#8220;efficienza&#8221;. Scuole accorpate e riunite in istituti pi\u00f9 grandi hanno richiesto una maggiore omologazione e una struttura di controllo pi\u00f9 complessa e rigida. La precariet\u00e0 e la mancanza di organici stabili ci vuole tutti intercambiabili, sostituibili velocemente. In queste condizioni \u00e8 gioco-forza impostare una didattica standardizzata, uguale per tutti, calata dall&#8217;alto, tramandata, predigerita e velocemente somministrabile.<\/p>\n\n\n\n<p>I presidi hanno acquisito pi\u00f9 potere, nel bene e nel male, e questo si \u00e8 tradotto in un impoverimento degli spazi di confronto come i collegi, che sono diventati quasi solo un flusso di istruzioni operative da mettere in atto, invece che un momento di confronto autentico. Poi fanno parte della struttura anche abitudini, schemi mentali che si ripetono, prassi che si tramandano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono addentrata un poco nelle specificit\u00e0 della mia esperienza per mettere in evidenza che i problemi sono strutturali e che per cambiare qualcosa serve un cambiamento radicale, alla base delle struttura stessa, delle nostre abitudini e dei nostri schemi di pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo perci\u00f2 bisogno di parlare di scuola, di come stanno i bambini, di impegnarci a cercare il confronto con realt\u00e0 diverse e di esplorare anche con l\u2019immaginazione come potrebbe essere un mondo diverso da quello che stiamo vivendo. Questo periodo si presta all&#8217;osservazione e alla riflessione, anche perch\u00e9 mette maggiormente in luce le fragilit\u00e0 della nostra societ\u00e0; i bisogni dei bambini sono stati trascurati nei provvedimenti riguardanti questa situazione di emergenza e forse non \u00e8 un caso. Se guardiamo un po&#8217; pi\u00f9 in grande, possiamo accorgerci di quanto la nostra societ\u00e0 sia poco predisposta a prestare attenzione ai veri bisogni dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Casertano ci ricorda che i bambini sono persone a tutti gli effetti, che hanno idee, gusti, bisogni, sentimenti. Ci mette di fronte al fatto che il nostro sistema si limita spesso a decidere a priori cosa \u00e8 buono per i loro, a prescindere da come sono e da come si sentono.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno di noi in questo periodo di restrizioni sta sperimentando quanto sia frustrante e faticoso sottostare a delle regole rigide imposte dall\u2019alto, al controllo esasperato, alla paura della sanzione. Forme di controllo e regole sono necessarie in ogni sistema complesso ed \u00e8 necessario un equilibrio tra questi e un certo grado di libert\u00e0. Penso che alcune esasperazioni del controllo possono esistere perch\u00e9 manca la fiducia che le persone si comportino in modo responsabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 abbiamo bisogno di dedicare pi\u00f9 attenzione e riflessione al tema dell\u2019educazione in generale. Perch\u00e9 educare significa anche far maturare la consapevolezza che le regole sono necessarie e utili per far parte di una comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E questa comprensione \u00e8 un processo diverso da quello che impone le regole dall\u2019alto e poi le mantiene con un sistema di premi e punizioni e dove non \u00e8 mai previsto il metterle in discussione o confrontarsi sui principi stessi che le hanno generate.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intervista di Casertano tocca altri punti interessanti di cui non ho parlato, \u00e8 un\u2019analisi sintetica ma ampia che parte dalla nascita del sistema scolastico attuale e merita di essere ascoltata nella sua interezza. Oltre a fare un esame dei limiti del nostro sistema ci presenta nuove possibilit\u00e0 per chi ha voglia di immaginare un sistema educativo basato sulla fiducia e sulla crescita della consapevolezza. Alcune di queste possibilit\u00e0 sono gi\u00e0 reali ed \u00e8 possibile osservare cosa cambia per i bambini e per gli insegnanti vivere in una scuola diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 ascoltare l\u2019intervista a Casertano; perch\u00e9 ci parla di cambiamenti possibili che ha toccato con mano. Perch\u00e9 le domande che Tarozzi gli rivolge ci sollecitano a trovare dentro di noi le nostre risposte e a confrontarle con le sue. Le sue risposte sono quelle di una persona che ha sperimentato, riflettuto, cercato a lungo. Non le migliori risposte in assoluto (che non esistono) ma le sue migliori risposte fino a questo momento. Noi possiamo essere d\u2019accordo o meno e sar\u00e0 interessante vedere quanto le nostre ricerche si intersecano, se ci sono punti in comune oppure no.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto siamo curiosi di scoprirlo ci dir\u00e0 quanto questo tema ci appassiona e quanto \u00e8 importante per noi. A me questa intervista ha risvegliato una profonda gioia, una profonda fiducia nella nostra capacit\u00e0 di fare dei cambiamenti e mi ha fatto anche sentire meno sola nella mia ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli effetti della curiosit\u00e0 \u00e8 che ci spinge ad avvicinarci agli altri e ci permette di scoprire insieme cosa \u00e8 importante per noi e che tipo di realt\u00e0 vogliamo costruire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bambini e scuola: il futuro dimenticato? &#8211; Matrix \u00e8 dentro di noi #3<\/strong>, a cura di Daniel Tarozzi &#8211; videointervista a Danilo Casertano, 29 Aprile 2020.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-italia-che-cambia\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"fYPSVzjKnz\"><a href=\"https:\/\/www.italiachecambia.org\/2020\/04\/bambini-scuola-futuro-dimenticato\/\">Bambini e scuola: il futuro dimenticato? &#8211; Matrix \u00e8 dentro di noi #3<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Bambini e scuola: il futuro dimenticato? &#8211; Matrix \u00e8 dentro di noi #3&#8221; &#8212; Italia che cambia\" src=\"https:\/\/www.italiachecambia.org\/2020\/04\/bambini-scuola-futuro-dimenticato\/embed\/#?secret=Bt83PCRwdk#?secret=fYPSVzjKnz\" data-secret=\"fYPSVzjKnz\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 segnalato in ArKani segnali perch\u00e9<\/strong>: perch\u00e9 ci parla di un cambiamento possibile e ci spinge a interrogarci sui nostri bisogni profondi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 segnalato per<\/strong>: genitori, insegnanti, educatori, presidi e chiunque pensa che siamo esseri animati dalla curiosit\u00e0, dal fascino dell&#8217;esplorazione e della scoperta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ho scelto questa mia foto&nbsp;perch\u00e9<\/strong>: \u00e8 un murales in una zona di milano dove andavo spesso a fare due passi. Pi\u00f9 lo guardo, pi\u00f9 mi piace e mi incuriosisce. Mi fa pensare alla famiglia, ai legami, alle nostre parti bambine, alla complessit\u00e0. In parte mi inquieta in parte mi affascina perch\u00e9 non sono in grado di comprenderlo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"169\" src=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/famiglia-3-300x169.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-889\" srcset=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/famiglia-3-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/famiglia-3-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/famiglia-3-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/famiglia-3-2048x1152.jpg 2048w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/famiglia-3-400x225.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come stanno vivendo questo periodo di clausura i bambini e i giovani nel nostro paese? Una domanda che mi pongo spesso, pensando ai miei studenti del liceo, ai miei nipoti e in generale pensando a tutti i bambini. Perci\u00f2 ho ascoltato con molto interesse la puntata di \u201cMatrix \u00e8 dentro di noi\u201d dedicata ai bambini in questo periodo di corona-virus e alla scuola.&nbsp; \u00c8 la terza puntanta della rubrica video di \u201cItalia che cambia\u201d curata da Daniel Tarozzi che dialoga con pensatori e attori del cambiamento mettendo a confronto la nostra percezione della realt\u00e0 con quello che pu\u00f2 esserci oltre gli schemi e gli stereotipi a cui siamo abituati. Daniel Tarozzi intervista Danilo Casertano, educatore e formatore con una lunga esperienza nel lavoro di ricerca e di confronto con diverse realt\u00e0 educative anche al di fuori dell\u2019Italia. Casertano parte dalla domanda \u201ccome stanno i bambini\u201d dicendo che \u201cnon \u00e8 vero che siamo tutti nella stessa barca; siamo nella stessa tempesta dove c\u2019\u00e8 chi ha lo yacht e chi nemmeno una ciambella di salvataggio\u201d. E da qui inizia a parlare di scuola facendo un\u2019analisi del sistema scolastico italiano con uno sguardo ancora pi\u00f9 ampio su come la nostra societ\u00e0 si rapporta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":886,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,7,21,8,5],"tags":[24,23,49,48],"class_list":["post-879","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cittadinanza-consapevole","category-crescita-personale","category-genitorialita","category-per-counselor","category-per-tutti","tag-bambini","tag-educazione","tag-insegnanti","tag-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/879","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=879"}],"version-history":[{"count":28,"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/879\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":930,"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/879\/revisions\/930"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/media\/886"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=879"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=879"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=879"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}