{"id":798,"date":"2020-01-11T14:55:00","date_gmt":"2020-01-11T13:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/?p=798"},"modified":"2020-01-11T15:00:30","modified_gmt":"2020-01-11T14:00:30","slug":"la-scienza-della-negoziazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/la-scienza-della-negoziazione\/","title":{"rendered":"La scienza della negoziazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Qualche tempo fa sono venuti ad abitare nel mio palazzo dei nuovi vicini: mamma e pap\u00e0 quarantenni, un ragazzino di una decina d\u2019anni e un cane, un pastore abruzzese decisamente grande, anche se dalla vitalit\u00e0 e dal suo entusiasmo sembra ancora abbastanza giovane. Una famigliola tranquilla, persone gentili, con cui ci si saluta con cordialit\u00e0 se ci si incontra in portineria o in cortile.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto perfetto. Salvo il fatto che lasciano spesso il cane da solo in casa, con la finestra aperta sul balcone: basta un minimo movimento in cortile, che lui si affaccia e incomincia ad abbaiare. Qualcuno scende a buttare l\u2019immondizia, lui abbaia. Qualcuno va a prendere la macchina nel box, lui abbaia. C\u2019\u00e8 un trasloco e i traslocatori stanno tutto il giorno in cortile a mettere mobili sul camion: lui abbaia tutto il giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio mi dispiaceva per il cane: me lo immagino costantemente in ansia, perch\u00e9 per natura fa la guardia e ogni movimento in cortile per lui \u00e8 una minaccia.&nbsp;Poi piano piano il dispiacere si \u00e8 trasformato in fastidio e quindi in rabbia. Naturalmente non verso il cane, bens\u00ec verso i cosiddetti padroni, cio\u00e8 gli umani che dovrebbero occuparsene, perch\u00e9 lo lasciano solo tutto il giorno, perch\u00e9 lo lasciano in una condizione (io credo) di costante ansia, perch\u00e9 non si preoccupano che il continuo abbaiare di un cane possa creare disturbo ai vicini, trattandosi di fatto di \u201cun\u2019invasione acustica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Siccome sono una persona gentile ho cercato una soluzione creativa, provando ad evitare le lettere di reclamo, le segnalazioni all\u2019amministratore del condominio o altre forme di intervento pi\u00f9 o meno aggressive. Purtroppo ho esitato un po\u2019 troppo e quindi il rimanere ancora del tempo in quella situazione sgradevole l\u2019ha resa sempre pi\u00f9 un\u2019ossessione: bastava che il cane abbaiasse anche solo una volta, che il mio umore ne risentiva, diventavo nervosa e insofferente, ero in casa mia e ci stavo a disagio, mi sentivo impotente e incastrata in una situazione senza via di uscita. Mi sentivo in ostaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna mi \u00e8 venuto da usare proprio questa parola, \u201costaggio\u201d, e questo mi ha dato lo spunto per uscire dal tunnel in cui mi ero cacciata. S\u00ec perch\u00e9 mi \u00e8 tornato in mente il libro di George Kohlrieser \u201c<em>La scienza della negoziazione. Come gestire i conflitti e avere successo (nella vita e nel lavoro)<\/em>\u201d che ho letto alcuni anni fa e mi si \u00e8 subito aperto uno spiraglio.<\/p>\n\n\n\n<p>George Kohlrieser \u00e8 uno psicologo clinico e organizzativo di fama mondiale, si occupa di gestione di conflitti e ha grande esperienza nella gestione della violenza e nella negoziazione degli ostaggi.\nIn questo suo libro si rivolge a tutti, professionisti e persone comuni, a chi ha conflitti sul lavoro, in famiglia e nella vita privata, a chi evita i conflitti e a chi \u201cse li va a cercare\u201d; il filo conduttore \u00e8 che se siamo in una situazione conflittuale, con noi stessi o con qualcun altro, siamo sempre ostaggi: di emozioni che non sappiamo comprendere, di paure e insicurezze, vittime delle nostre incapacit\u00e0 relazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Kohlrieser mette a disposizione la sua esperienza di negoziatore, anche con molti esempi tratti dalla sua carriera professionale, e offre delle istruzioni operative per affrontare i conflitti, per superare lo&nbsp;<em>status<\/em>di vittima della situazione e riprendere in mano efficacemente la propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli strumenti che utilizza hanno a che fare con la nostra intelligenza emotiva e con la nostra competenza comunicativa: saper riconoscere e accogliere le nostre emozioni, saper creare un legame emotivo con l\u2019altra parte nel conflitto, sapere ascoltare e stare nel dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso l\u2019empatia, sia verso se stessi che verso gli altri, e grazie all\u2019ascolto attivo e alla comunicazione autentica, \u00e8 possibile entrare nei conflitti in maniera costruttiva, renderli \u201cmaneggiabili\u201d e gestirli efficacemente. In buona sostanza: liberare quella parte di noi in ostaggio della situazione sgradevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando al cane che abbaia in balcone: sono andata a rileggermi le parti salienti de \u201c<em>La scienza della negoziazione<\/em>\u201d e ho provato a empatizzare con i miei vicini, me li sono immaginati incapaci di gestire un cane in questa situazione (cane sempre in allerta, vita condominiale), ho pensato che possano non sapere che il cane abbaia spesso, oppure esserne consapevoli ed essere a disagio nel non sapere cosa fare\u2026 e ho trovato la soluzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece di arrabbiarmi, litigare, denunciarli all\u2019amministratore, ho pensato di invitarli a bere un aperitivo nel bar sotto casa, di raccontare le mie preoccupazioni per il loro cane e anche i miei fastidi, le mie rabbie; ho pensato di parlare loro di un\u2019amica che si occupa di educazione cinofila, di dir loro che anche con gli animali si pu\u00f2 entrare in empatia, si pu\u00f2 imparare a entrare in relazione e a riconoscerne i bisogni, anche con gli animali si pu\u00f2 imparare a dialogare.<\/p>\n\n\n\n<p>Aspetto l\u2019occasione buona per invitarli all\u2019aperitivo, eppure gi\u00e0 solo questi pensieri mi hanno fatto stare meglio. In effetti, se possiamo dialogare con gli animali, forse possiamo imparare a farlo anche con gli umani.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA SCIENZA DELLA NEGOZIAZIONE<\/strong>.Come gestire i conflitti e avere successo (nella vita e nel lavoro)&nbsp;&nbsp;di George Kohlrieser, Sperling &amp; Kupfer Editori, 2011<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 segnalato in ArKani segnali perch\u00e9:<\/strong><strong>&nbsp;<\/strong>imparare a stare nei conflitti con autenticit\u00e0 ed empatia ci rende liberi<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 segnalato per:&nbsp;<\/strong>tutte\/i<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ho scelto questa mia foto perch\u00e9:&nbsp;<\/strong>anche i grandi contrasti, se ben inquadrati, possono offrire limpidezza e un grande senso di libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/foto-per-negoziazione-1-150x150.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-801\" srcset=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/foto-per-negoziazione-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/foto-per-negoziazione-1-177x177.jpg 177w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa sono venuti ad abitare nel mio palazzo dei nuovi vicini: mamma e pap\u00e0 quarantenni, un ragazzino di una decina d\u2019anni e un cane, un pastore abruzzese decisamente grande, anche se dalla vitalit\u00e0 e dal suo entusiasmo sembra ancora abbastanza giovane. Una famigliola tranquilla, persone gentili, con cui ci si saluta con cordialit\u00e0 se ci si incontra in portineria o in cortile. Tutto perfetto. Salvo il fatto che lasciano spesso il cane da solo in casa, con la finestra aperta sul balcone: basta un minimo movimento in cortile, che lui si affaccia e incomincia ad abbaiare. Qualcuno scende a buttare l\u2019immondizia, lui abbaia. Qualcuno va a prendere la macchina nel box, lui abbaia. C\u2019\u00e8 un trasloco e i traslocatori stanno tutto il giorno in cortile a mettere mobili sul camion: lui abbaia tutto il giorno. All\u2019inizio mi dispiaceva per il cane: me lo immagino costantemente in ansia, perch\u00e9 per natura fa la guardia e ogni movimento in cortile per lui \u00e8 una minaccia.&nbsp;Poi piano piano il dispiacere si \u00e8 trasformato in fastidio e quindi in rabbia. 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