{"id":683,"date":"2018-11-15T15:57:40","date_gmt":"2018-11-15T14:57:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/?p=683"},"modified":"2018-11-15T16:02:21","modified_gmt":"2018-11-15T15:02:21","slug":"mi-dicevano-che-ero-troppo-sensibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/mi-dicevano-che-ero-troppo-sensibile\/","title":{"rendered":"Mi dicevano che ero troppo sensibile"},"content":{"rendered":"<p>Sapevo dell\u2019uscita di questo manuale di auto-aiuto per \u201cpersone altamente sensibili\u201d e ne ero incuriosita per diversi motivi, sia personali che professionali.<br \/>\nHo iniziato a leggerlo dopo aver ricevuto un messaggio da una persona che diceva di essersi ritrovata molto nella descrizione di persona altamente sensibile e di avere riconosciuto alcuni stimoli legati al mio modo di lavorare.<br \/>\nL\u2019autrice si rif\u00e0 alle ricerche di Elaine Aron, divulgati in Italia da Elena Lupo, sulle persone altamente sensibili.<br \/>\nSecondo queste ricerche il 20% circa della popolazione ha un modo di funzionare diverso dalla restante, con predominanza dell\u2019emisfero destro ed una codifica dell\u2019esperienza a livello prevalentemente emotivo.<br \/>\nNon entro nel merito della teoria di riferimento; la trovo in parte assimilabile ad altri modelli di lettura delle tipologia personologiche che prevedono la possibilit\u00e0 di una codifica prevalentemente emotiva della realt\u00e0.<br \/>\nQuello che mi interessa sottolineare \u00e8 il percorso strutturale del testo, che a tutti gli effetti possiamo assimilare ad un percorso di auto-counseling. In questi termini ho letto i contenuti e letto tra le righe il processo descritto dall\u2019autrice.<br \/>\nIl primo passaggio \u00e8 <strong>accogliere, <\/strong>partire dal presupposto che siamo ci\u00f2 che siamo e solo a partire dall\u2019accettazione amorevole di questa verit\u00e0 possiamo cambiare.<br \/>\nIl passaggio successivo \u00e8 <strong>conoscere<\/strong>, conoscersi: come siamo, come funzioniamo. L\u2019autrice offre con generosit\u00e0 numerosi esempi della sua biografia per \u00a0supportare il lettore con descrizioni chiare di cosa intende dire. \u00a0Luoghi, situazioni, processi soggettivi circostanziati rendono efficace la comunicazione al lettore e ne favoriscono l\u2019identificazione.<br \/>\nLa conoscenza approfondita e osservabile di s\u00e9, ottenuta attraverso un\u2019efficace\u00a0 narrazione, consente di attivare la propria <strong>responsabilit\u00e0 individuale<\/strong>: se sono cos\u00ec, ed ora mi conosco, come posso orientarmi per stare meglio, per realizzare al meglio la mia natura, tenendo conto dell\u2019ambiente esterno? Qui si pone un bivio.<br \/>\nLa conoscenza del nostro modo di essere ci permette di modificare la relazione con noi stessi per ottimizzare le nostre risorse e limitare i fattori disfunzionali, a volte \u00e8 necessario richiedere un aiuto.<br \/>\nL\u2019autrice elenca diverse possibilit\u00e0, dalla psicoterapia, allo yoga, alla meditazione, come possibili cammini per modificare quanto di disfunzionale \u00e8 cristallizzato nel nostro modo di essere. Quanto pi\u00f9 la cristallizzazione \u00e8 di origine traumatica, tanto pi\u00f9 la richiesta andr\u00e0 orientata in direzione della psicoterapia.<br \/>\nSe individuiamo dei livelli di in(sofferenza) legati all\u2019interazione io-mondo nel momento presente il passaggio \u00e8 invece di tipo diverso, ed ha a che fare con <strong>iniziare <\/strong>ad attivare pratiche quotidiane di buona gestione di s\u00e9, a partire dalla cura del corpo, dell\u2019ambiente in cui viviamo, delle relazioni intorno a noi, del modo in cui comunichiamo.<br \/>\nNella presentazione di queste buone prassi ho trovato tanti riferimenti impliciti a quelle che possono essere sintetizzate come competenze di counseling.<br \/>\nQuesto rinnova la mia idea che, l\u00ec dove ci sono difficolt\u00e0 legate allo sviluppo di un miglior essere, le competenze di\u00a0counseling possano supportare efficacemente un processo di cambiamento.<br \/>\nL\u00ec dove le potenzialit\u00e0 evolutive sono bloccate da ferite che incistano i processi di naturale \u201cguarigione\u201d, la psicoterapia \u00e8 il trattamento elettivo.<\/p>\n<p>Cosa c\u2019entra tutto questo con il libro di Federica?<br \/>\nCredo che autenticit\u00e0, accettazione incondizionata, responsabilit\u00e0 e desiderio di cambiamento possano renderci persone migliori per noi e per gli altri, che il counseling in questo possa essere davvero uno strumento utile.<br \/>\nLa scrittura di Federica \u00e8\u00a0 ironica, sinestesica, pragmatica, e ci accompagna con una leggerezza molto saggia in questo viaggio.<\/p>\n<p><strong>MI DICEVANO CHE ERO TROPPPO SENSIBILE<\/strong><br \/>\ndi\u00a0Federica Bosco, Ed.Vallardi 2018<\/p>\n<p><strong>Ho scelto questo libro perch\u00e9:<\/strong> \u00e8 un percorso si autocounseling applicato alle persona altamente sensibili, che potrebbe essere il manifesto metodologico per ogni persona.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 segnalato per:<\/strong> tutti, per chi si sente altamente sensibile e per chi non si sente affatto sensibile, perch\u00e9 possiamo arrivare a comprenderci meglio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Ho scelto questa mia foto perch\u00e9:<\/strong> la vita sa\u00a0portare semi in direzioni a me sconosciute, ed ogni volta mi meraviglio.<br \/>\nGrazie Federica.<\/p>\n<p><em>Cristina Busi<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/soffione-busi18.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-684\" src=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/soffione-busi18-300x225.png\" alt=\"soffione busi18\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/soffione-busi18-300x225.png 300w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/soffione-busi18-1024x768.png 1024w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/soffione-busi18-400x300.png 400w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/soffione-busi18.png 1153w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sapevo dell\u2019uscita di questo manuale di auto-aiuto per \u201cpersone altamente sensibili\u201d e ne ero incuriosita per diversi motivi, sia personali che professionali. Ho iniziato a leggerlo dopo aver ricevuto un messaggio da una persona che diceva di essersi ritrovata molto nella descrizione di persona altamente sensibile e di avere riconosciuto alcuni stimoli legati al mio modo di lavorare. L\u2019autrice si rif\u00e0 alle ricerche di Elaine Aron, divulgati in Italia da Elena Lupo, sulle persone altamente sensibili. Secondo queste ricerche il 20% circa della popolazione ha un modo di funzionare diverso dalla restante, con predominanza dell\u2019emisfero destro ed una codifica dell\u2019esperienza a livello prevalentemente emotivo. Non entro nel merito della teoria di riferimento; la trovo in parte assimilabile ad altri modelli di lettura delle tipologia personologiche che prevedono la possibilit\u00e0 di una codifica prevalentemente emotiva della realt\u00e0. Quello che mi interessa sottolineare \u00e8 il percorso strutturale del testo, che a tutti gli effetti possiamo assimilare ad un percorso di auto-counseling. 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