{"id":591,"date":"2018-05-15T11:12:22","date_gmt":"2018-05-15T09:12:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/?p=591"},"modified":"2018-05-15T11:12:22","modified_gmt":"2018-05-15T09:12:22","slug":"still-alice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/still-alice\/","title":{"rendered":"Still Alice"},"content":{"rendered":"<p><em>Still Alice<\/em> \u00e8 il titolo di un film con il quale la protagonista, Julianne Moore, ha vinto un premio Oscar nel 2015.<br \/>\n\u00c8 tratto dall\u2019omonimo libro scritto da Lisa Genova, laureata in neuropsichiatria ad Harvard e dedita allo studio del cervello e delle sue malattie pi\u00f9 misteriose, come l\u2019Alzheimer.<\/p>\n<p>Ho visto questo film in televisione qualche giorno fa, per caso, scegliendolo fra i \u201cmeno peggio\u201d al termine di un selvaggio zapping serale.<br \/>\nAll\u2019inizio non ne ero particolarmente coinvolta, finch\u00e9 ho visto la seguente scena: la protagonista, una donna brillante, moglie, madre e docente universitaria di linguistica, affascinata dalla comunicazione e con una posizione sociale di prestigio, durante la sua solita sessione di jogging pomeridiano, si perde. Non riconosce i suoi luoghi, perde la familiarit\u00e0 con i posti che frequenta da sempre, da una vita, e che sono pieni di riferimenti e di ricordi: se solo ricordasse!<br \/>\nQuesta donna Si chiama Alice.<\/p>\n<p>Alice ha circa 50 anni e ha l\u2019Alzheimer.<br \/>\nLe viene diagnosticato un esordio precoce di Alzheimer mentre \u00e8 ancora presente a se stessa e pu\u00f2 assistere, come una spettatrice impotente, al graduale e inesorabile saccheggio della sua memoria e della sua identit\u00e0 \u201c\u2026Io mi sono sempre definita in base alla mia intelligenza, alla propriet\u00e0 di linguaggio, alla capacit\u00e0 di argomentare, e adesso certe volte ho la sensazione di vedere le parole che galleggiano davanti a me e non riesco a raggiungerle e cos\u00ec mi perdo, non so chi sono e cosa perder\u00f2 ancora.&#8221;<\/p>\n<p>Alice \u00e8 circondata da una famiglia amorevole e sbigottita di fronte a una situazione dalla quale nessuno pu\u00f2 scappare e con la quale tutti sono costretti a fare i conti.<br \/>\nAnche Lydia, la figlia pi\u00f9 piccola, cerca di aiutarla e di starle vicino nel miglior modo che pu\u00f2.<br \/>\nLydia sta per sbocciare e scalpita perch\u00e9 deve difendersi dagli attacchi della madre che, coscientemente, vuole usare la sua malattia per costringerla a frequentare il College per costruire il piano di riserva della sua vita, quello che la proteggerebbe se la sua ambizione di costruirsi una carriera da attrice la portasse a soccombere sotto il peso della durezza che la vita pu\u00f2 assumere\u2026<br \/>\nLydia non accetta il ricatto morale, combatte per concretizzare le sue ambizioni e la sua vita come vorrebbe lei.<\/p>\n<p>\u00c8 una combattente come la madre, che lotta con la malattia (e non contro) perch\u00e9 ogni istante della vita che le rimane sia meritevole di essere vissuto \u201c\u2026Io mi sto battendo sto lottando per restare parte della realt\u00e0, per restare in contatto con quella che ero una volta. Cos\u00ec &#8220;vivi il momento&#8221; \u00e8 quello che mi dico. \u00c8 davvero tutto quello che posso fare vivere il momento \u00e8 non massacrarmi pi\u00f9 del necessario per imparare l&#8217;arte di perdere\u2026\u201d<\/p>\n<p>La malattia no! Non vale la pena di essere combattuta e rifiutata, se il prezzo da pagare \u00e8 perdersi ogni momento presente.<\/p>\n<p>Quando l\u2019Alzheimer \u00e8 nella sua fase avanzata, Lydia legge ad Alice.<br \/>\n\u00c8\u00a0uno dei modi che ha trovato per stare bene insieme alla madre e per connettersi a ci\u00f2 che ne rimane, a quei circuiti emotivi che non andranno mai perduti \u201c\u2026Perch\u00e9 niente \u00e8 perso per sempre. In questo mondo c\u2019\u00e8 una sorta di progredire doloroso. Desideriamo ci\u00f2 che abbiamo lasciato indietro e sogniamo ci\u00f2 che \u00e8 avanti, o almeno credo che sia cos\u00ec\u201d<\/p>\n<p>Il finale del film non regala nessun artificioso \u201chappy end\u201d: la malattia fa il suo decorso, Alice continua a perdere molte delle capacit\u00e0 che durante tutta la sua vita l\u2019hanno definita e gratificata, la famiglia \u00a0le rimane vicina e rimane unita.<\/p>\n<p>Mi piace pensare che Alice abbia davvero appreso l\u2019arte del saper perdere e la capacit\u00e0 di arrivare all\u2019essenziale. Che sia riuscita ad acquisire la capacit\u00e0 di assaporare l\u2019essenza di ogni istante, uscendo dalla logica del doloroso progredire nella quale molte persone \u201csane\u201d rimangono ingabbiate.<br \/>\nMi piace immaginare che, per tutte le persone che soffrono di questa malattia, la sofferenza sia il prezzo da pagare per varcare una soglia che, una volta superata, d\u00e0 accesso a qualcosa che assomiglia all&#8217;ultima parola che Alice pronuncia nel film: Amore.<\/p>\n<p>STILL ALICE, scritto e diretto da Richard Glatzer e Wash Westmoreland nel 2014.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 segnalato in ArKani Seganali perch\u00e9:<\/strong>\u00a0\u00e8 un film che mi ha confermato quanto sia importante dedicarsi al momento presente con gratitudine e, talvolta, ostinazione.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 segnalato per:<\/strong>\u00a0tutte le persone (me compresa) che si trovano a soffrire per dolori non necessari.<\/p>\n<p><strong>Ho scelto questa mia foto perch\u00e9:<\/strong> perch\u00e9 nulla \u00e8 perso. C&#8217;\u00e8 un\u2019altra tela che contiene ci\u00f2 che esce trasformato dalla prima.<\/p>\n<p><em>Antonella Fiacchi<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/anto-maggio18.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-594\" src=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/anto-maggio18-300x156.gif\" alt=\"Anto maggio18\" width=\"300\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/anto-maggio18-300x156.gif 300w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/anto-maggio18-1024x532.gif 1024w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/anto-maggio18-2048x1065.gif 2048w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/anto-maggio18-400x208.gif 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Still Alice \u00e8 il titolo di un film con il quale la protagonista, Julianne Moore, ha vinto un premio Oscar nel 2015. \u00c8 tratto dall\u2019omonimo libro scritto da Lisa Genova, laureata in neuropsichiatria ad Harvard e dedita allo studio del cervello e delle sue malattie pi\u00f9 misteriose, come l\u2019Alzheimer. 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