{"id":559,"date":"2018-02-15T11:14:51","date_gmt":"2018-02-15T10:14:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/?p=559"},"modified":"2018-02-15T18:36:48","modified_gmt":"2018-02-15T17:36:48","slug":"la-pedagogia-della-lumaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/la-pedagogia-della-lumaca\/","title":{"rendered":"La pedagogia della lumaca"},"content":{"rendered":"<p>Una delle cose che mi entusiasma nei miei figli \u00e8 la fame di esplorazione (che sovrasta di gran lunga la fame che li fa mettere a tavola) che giorno per giorno, anno per anno si evolve e si espande spontaneamente senza perdere minimamente di intensit\u00e0. La mia pi\u00f9 profonda certezza, forse l&#8217;unica, che ho come genitore, \u00e8 che se riusciremo (perch\u00e9 \u00e8 questione plurale) a non interrompere questa corrente vitale tutto andr\u00e0 come deve andare.<\/p>\n<p>Quando il mio primo figlio ha cominciato la scuola dell&#8217;infanzia in un contesto molto sereno e stimolante, con tanto spazio per gioco, creativit\u00e0 e cura delle relazioni, ho visto davanti a lui altri tre anni di vita serena. Quindi ho pensato alle elementari (perch\u00e9 da genitore sono pi\u00f9 ansioso del mio solito) e ho comiciato a chiedere informazioni in giro. Per farla breve, user\u00f2 un solo esempio come metro di misura dei risultati della mia ricerca: chiesi ad una amica insegnante la percentuale di tempo che i bambini nella sua scuola passavano seduti nei banchi piuttosto che in piedi e in movimento. Mi rispose &#8220;Stefano, mi vien male a risponderti!&#8221;. Mi aveva gi\u00e0 risposto (a volte l&#8217;ansia \u00e8 ben riposta).<\/p>\n<p>In quel periodo notai questo libro di Gianfranco Zavalloni in una libreria che aveva dedicato un angolo a pubblicazioni sulla lentezza. Mi fu di grande conforto e ispirazione vedere le infinite possibilit\u00e0 di trasformare il &#8220;viaggio scolastico&#8221; in un esperienza piena di meraviglia e bellezza. Mi caric\u00f2 di voglia di fare invece che di angustia.<\/p>\n<p>Un titolo magnifico, con questa immagine della lumaca, e con un sottotitolo &#8220;per una scuola lenta e nonviolenta&#8221; ancora pi\u00f9 bello. Come a dire che c&#8217;\u00e8 qualcosa di implicitamente violento nella fretta che scandisce la vita della scuola, nella monotona postura dello stare seduti (e fermi) al proprio posto come condizione per imparare qualcosa, nella riduzione della esperienza di vita che i bambini sperimentano a valutazioni numeriche e giudizi.<\/p>\n<p>&#8220;Piuttosto che bocciare, preferisco sbocciare&#8221; \u00e8 il titolo di un capitolo. Perch\u00e9 ogni volta che l&#8217;autore solleva una criticit\u00e0 sulla cultura e le pratiche che oggi caratterizzano il mondo della scuola, non si lascia imbrigliare dalla sua stessa analisi, ma la sovrasta con trovate creative, poetiche e visionarie. E tuttavia concrete, realizzabili, economicamente ed ecologicamente sostenibili, di buon senso. Talmente semplici da poter apparire banali. Di buon senso, appunto, come dire che ci pu\u00f2 arrivare chiunque. Il che in un certo senso \u00e8 vero, ma solo perch\u00e9 sono radicate in una cultura profondamente umanista (che nel libro si intravede dai tanti rimandi e citazioni) e ispirate da una sensibilit\u00e0 poetica.<\/p>\n<p>Quindi solo una persona che sia in contatto con la propria umanit\u00e0, e capace di cogliere la bellezza, pu\u00f2 condurre a buon fine attivit\u00e0 come la gita a piedi o far sdraiare i bambini nel prato a guardare le nuvole. E la questione, posta cos\u00ec, \u00e8 un po&#8217; meno banale.<\/p>\n<p>Tuttavia la mia ricerca \u00e8 diventata pi\u00f9 chiara: cercare insegnanti appassionati (o appassionabili) con i quali sognare qualcosa di bello, per s\u00e9 e per i bambini. Per dirla con il counseling mi sono spostato dal problema alla soluzione, e dal momento che l&#8217;ho fatto, di possibili azioni concrete da mettere in atto ne ho immaginate tante, pure troppe. Talvolta con l&#8217;ansia di fare presto, a volte con la pazienza di fare, e gustare, un passo alla volta. E indovinate quando sta funzionando?<\/p>\n<p>In questo processo che sto portando avanti ancora oggi (che siamo in prima elementare!), &#8220;La pedagogia della lumaca&#8221; resta un testo a cui torno periodicamente, un po&#8217; come si torna ad un manuale, anche se \u00e8 quanto di pi\u00f9 distante da un manuale strutturato di pedagogia e didattica. Zavalloni svolge il suo discorso come se facesse una passeggiata a zonzo, partendo a volte da un elemento critico, guardando poi in alto nel cielo per cercare ispirazioni teoriche e riferimenti culturali (con rimandi ad autori, altri libri), oppure parte da una visita guidata presso esperienze esemplari per raccontare come hanno fatto in questo o quel posto (con rimandi ad altri insegnanti, altre scuole, associazioni), per poi cercare di inanellare una lista di principi sintetici per fare tesoro della ricchezza delle molteplici esperienze (la pi\u00f9 celebre \u00e8 la &#8220;dichiarazione dei diritti naturali dei bimbi e delle bimbe&#8221;).<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0un vero testo multidimensionale e multimediale, che ogni volta ti porta a seguire un sentiero diverso. E pur essendo pieno di proposte concrete, di azioni e progetti che si possono attuare, ti fa sentire libero di realizzarle in modo originale, di andare oltre, di inventarne altre mille.<br \/>\n\u00c8\u00a0proprio di buon senso, se ammettiamo che senza utopia non c&#8217;\u00e8 bont\u00e0 che abbia senso.<\/p>\n<p><strong>LA PEDAGOGIA DELLE LUMACA<\/strong> Per una scuola lenta e nonviolenta, di Gianfranco Zavalloni, EMI, 2014<\/p>\n<p><strong>\u00c8 segnalato in ArKani Segnali perch\u00e9:<\/strong> \u00e8 un&#8217;utopia concreta che si realizzar\u00e0 appena ci saranno abbastanza insegnanti e genitori che ci crederanno (i bambini lo sanno gi\u00e0)<\/p>\n<p><strong>\u00c8 segnalato per:<\/strong> insegnanti, educatori, genitori e tutti quelli a cui \u00e8 capitato di frequentare una scuola!<\/p>\n<p><strong>Ho scelto questa mia foto perch\u00e9:<\/strong> mi ricorda cosa vuol dire esplorare il mondo per la prima volta&#8230;<\/p>\n<p><em>Stefano Carrara<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/lumaca-carrara.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-560\" src=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/lumaca-carrara-150x150.jpg\" alt=\"lumaca carrara\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/lumaca-carrara-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/lumaca-carrara-177x177.jpg 177w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/lumaca-carrara-380x380.jpg 380w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle cose che mi entusiasma nei miei figli \u00e8 la fame di esplorazione (che sovrasta di gran lunga la fame che li fa mettere a tavola) che giorno per giorno, anno per anno si evolve e si espande spontaneamente senza perdere minimamente di intensit\u00e0. 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