{"id":506,"date":"2017-05-02T00:10:46","date_gmt":"2017-05-01T22:10:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/?p=506"},"modified":"2017-05-02T00:10:46","modified_gmt":"2017-05-01T22:10:46","slug":"essere-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/essere-corpo\/","title":{"rendered":"Essere corpo"},"content":{"rendered":"<p>Come spesso capita durante l\u2019adolescenza, anche a me \u00e8 successo, tra gli 11 e i 13 anni, di vivere una rivoluzione nel corpo che non sapevo gestire: nuove curve inattese mi rendevano improvvisamente timida e schiva, sbalzi nel peso e nello sviluppo mi suscitavano imprevisti sensi di vergogna. Insomma, mentre la bambina sempre allegra e spontanea piano piano lasciava il posto a una giovane introversa e taciturna, il pensiero che diventava urlo silenzioso nella mia testa era: il mio corpo mi ha tradito!<\/p>\n<p>In quegli anni si \u00e8 interrotto, o almeno si \u00e8 molto affievolito, quel legame tra corpo e mente che mi aveva permesso fino ad allora di stare bene con me, di sentirmi intera. Certo, queste sono definizioni che ho usato a posteriori: all\u2019epoca, quel \u201cprima\u201d era qualcosa di talmente naturale che non necessitava di essere definito. Invece nel \u201cdopo\u201d, cio\u00e8 dopo il distacco tra mente e corpo, il mio corpo era qualcos\u2019altro da me, qualcosa che mi impediva di essere davvero me stessa fino in fondo.<\/p>\n<p>Pazzesco, no? Per fortuna poi a un certo punto l\u2019adolescenza \u00e8 finita, tutto si \u00e8 stabilizzato.<\/p>\n<p>Anche se una sottile diffidenza \u00e8 rimasta a lungo; come una specie di cicatrice che \u00e8 l\u00ec anche per ricordare la ferita passata, mi \u00e8 rimasta per tanto tempo la disabitudine ad ascoltare il mio corpo, un po\u2019 di disattenzione ai suoi segnali.<\/p>\n<p>Ho dovuto attendere l\u2019et\u00e0 adulta, i lavori di crescita che ho fatto su di me, il counseling e alcune discipline corporee, per iniziare ad ascoltarmi, imparare a essere in empatia con me ancor prima che con gli altri, per accogliere e avere fiducia in tutti i segnali che il mio corpo mi d\u00e0.<\/p>\n<p>Un ultimo clic l\u2019ho fatto di recente con il libro \u201cEssere Corpo\u201d, che mi ha colpito gi\u00e0 dall\u2019introduzione, dove l\u2019autore equipara la funzione della mente cosciente a quella di un computer: uno strumento utile per soddisfare meglio alcuni bisogni come il rapido processamento delle informazioni e la loro archiviazione.<\/p>\n<p>Tuttavia, se sappiamo che un computer non ha tutte le informazioni di cui disponiamo e siamo consapevoli che non pu\u00f2 sapere e decidere <em>tutto<\/em>, ci dimentichiamo invece che la nostra mente \u00e8 cosciente solo di una piccola parte di tutte le informazioni che sono elaborate dal nostro sistema nervoso e lasciamo invece che sia lei a scegliere e decidere, senza consultare il resto del corpo.<\/p>\n<p>Il nostro organismo offre continuamente indicazioni profonde e accurate e se imparassimo ad ascoltarlo di pi\u00f9, molti aspetti della nostra vita potrebbero essere ripensati proprio da una prospettiva corporea.<\/p>\n<p>\u00c8 quello che propone Jader Tolja, medico, ricercatore e trainer di anatomia esperienziale, attraverso questa raccolta di suoi articoli, scritti, interviste, ciascuno dei quali dedicato a un tema: l\u2019anatomia, il pensiero, l\u2019alimentazione, l\u2019architettura, il design, la moda, l\u2019educazione, il lavoro, lo sport, la salute, la spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Emerge come corpo, mente, spazio e cultura siano sempre in continua relazione.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 da un lato il corpo reagisce costantemente a tutto quello che gli succede intorno: lo spazio in cui vive, le persone che lo circondano, il modo in cui usa il linguaggio, la postura corporea\u2026 qualsiasi mutamento avvenga in una di queste aree \u00e8 percepito attraverso il corpo e si riflette nello stato interiore.<\/p>\n<p>Godere di spazi aperti, sia che si tratti di una spiaggia sul mare, di una piazza o di una stanza ben illuminata e arieggiata, essere a contatto di elementi naturali, come sole, piante, acqua, nutrirsi con cibo e relazioni appaganti, ha degli effetti positivi sul corpo e sullo spirito.<\/p>\n<p>E, d\u2019altro lato, \u00e8 il corpo che \u00e8 in grado di influenzare il nostro pensiero: ad esempio, dopo aver fatto yoga, tai chi o qualche tecnica analoga, il modo di pensare cambia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come se alcune parti del corpo non sono libere di muoversi come per loro natura potrebbero (usando ad esempio tacchi alti, vestiti attillati, oppure oggetti di design eleganti e scomodi) non limitiamo solo la nostra funzionalit\u00e0 fisica, ma limitiamo anche la nostra funzionalit\u00e0 psichica.<\/p>\n<p>Ascoltare il corpo, anzi \u201cessere corpo\u201d, pu\u00f2 essere uno stimolo a rivedere (e ripensare) il proprio spazio di lavoro, la propria casa, le proprie relazioni: come respiro, qual \u00e8 la mia postura, com\u2019\u00e8 il mio sguardo, quando entro in casa, quando sono al lavoro? C\u2019\u00e8 qualcosa che potrei cambiare per avere un respiro pi\u00f9 lento e profondo? Per riposare meglio?<\/p>\n<p>E anche a rivedere il sistema educativo (bambini e ragazzi costretti sui banchi di scuola per troppe ore al giorno), l\u2019architettura e l\u2019urbanistica delle nostre citt\u00e0 (pi\u00f9 piazze, pi\u00f9 spazi di verde e di socialit\u00e0), il design e la moda.<\/p>\n<p>Per me essere corpo vuol dire riattivare quella connessione con me che da adolescente ho pensato di d\u2019aver perso. \u00c8 riattivare la fiducia.<\/p>\n<p><strong>ESSERE CORPO<\/strong>, di Jader Tolja e Tere Puig, Tea Edizioni.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 segnalato in ArKani segnali perch\u00e9<\/strong>: stimola il desiderio di maggior connessione con s\u00e9 e con il proprio corpo.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 segnalato<\/strong>: per tutte\/i; per counselor<\/p>\n<p><strong>Ho scelto questa mia foto<\/strong>: perch\u00e9 quando la guardo sento il mio sguardo aprirsi di nuovo alla vastit\u00e0 di quella pianura, risento il sole, l\u2019aria, il profumo dell\u2019erba; e provo un sentimento di gratitudine.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/essere-corpo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-507\" src=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/essere-corpo-150x150.jpg\" alt=\"essere corpo\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/essere-corpo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/essere-corpo-177x177.jpg 177w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come spesso capita durante l\u2019adolescenza, anche a me \u00e8 successo, tra gli 11 e i 13 anni, di vivere una rivoluzione nel corpo che non sapevo gestire: nuove curve inattese mi rendevano improvvisamente timida e schiva, sbalzi nel peso e nello sviluppo mi suscitavano imprevisti sensi di vergogna. 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