{"id":461,"date":"2017-01-30T08:29:49","date_gmt":"2017-01-30T07:29:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/?p=461"},"modified":"2017-01-30T16:20:07","modified_gmt":"2017-01-30T15:20:07","slug":"la-vita-segreta-degli-alberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/la-vita-segreta-degli-alberi\/","title":{"rendered":"La vita segreta degli alberi"},"content":{"rendered":"<p>La mia relazione con gli alberi \u00e8 iniziata quando ero bambina; ci sono due alberi che sono stati particolarmente importanti e che ricordo con riconoscenza, sia per i momenti piacevoli sia perch\u00e9 mi hanno offerto un posto tutto mio quando cercavo solitudine e silenzio.<br \/>\nIl primo \u00e8 un ciliegio sul confine dell\u2019azienda agricola in cui vivevo.<br \/>\nMi piaceva arrampicarmi e accomodarmi sui rami: c\u2019era fresco quando faceva caldo, momenti di osservazione ravvicinata delle formiche e, una cosa che mi piaceva moltissimo, una visione dall\u2019alto rispetto al territorio, una delle cose che pi\u00f9 ho amato nelle mie numerose fughe sugli alberi. Ricordo dei tramonti bellissimi, d\u2019estate, mentre stavo comodamente appoggiata al tronco e ai suoi rami.<br \/>\nPoi un giorno la mia famiglia si trasfer\u00ec e cos\u00ec cambiai albero di riferimento.<br \/>\nIl secondo albero stava nel campetto di fianco alla mia nuova scuola elementare, quando ancora era nuova e un po\u2019 minacciosa, il cambio di scuola era stato un momento difficile.<br \/>\nHo il ricordo di alcune ore passate a osservare la mia scuola da fuori, al sicuro e nascosta in mezzo alle foglie. Sembrava diversa dalla scuola che vivevo all\u2019interno. Riuscivo anche a vedere una parte delle finestre della mia classe.<br \/>\nRicordo anche che pi\u00f9 di una volta quando ero in classe mi \u00e8 capitato di immaginare come sarebbe stata la scena che stavo vivendo vista da fuori se fossi stata appollaiata sul mio albero. Questa fantasia mi dava sollievo e i miei pensieri volavano gi\u00e0 al pomeriggio.<br \/>\nLa mia vicinanza agli alberi \u00e8 nata in questo modo. Anche se a un certo punto ho smesso di arrampicarmi, per un motivo o per un altro gli alberi hanno continuato ad accompagnarmi, soprattutto nei miei ricordi piacevoli.\u00a0I momenti pi\u00f9 spassosi della mia infanzia li ho trascorsi a giocare in una pineta di montagna.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 stato per me un piacere leggere questo libro, che mette insieme la storia di amore dell\u2019autore per gli alberi con le sue conoscenze di guida forestale.<br \/>\nHo scoperto che ci sono moltissimi misteri e curiosit\u00e0; la cosa pi\u00f9 interessante per me \u00e8 che si parla in modo approfondito delle funzioni che tutte le piante e in particolare gli alberi svolgono, del loro ciclo vitale e di tutte le implicazioni e connessioni che questo ciclo comporta.<br \/>\nSi parla di habitat, di terreno, di ciclo dell\u2019acqua, dell\u2019interazione con numerosissime altre specie viventi, quindi di ecosistema, attraverso un percorso di conoscenza organico e che diventa via via pi\u00f9 interessante man mano che si procede nella lettura.<br \/>\nMi \u00e8 gi\u00e0 capitato di leggere libri divulgativi che parlano degli alberi e delle loro funzioni all\u2019interno dell\u2019ecosistema terrestre e umano in particolare.<\/p>\n<p>Questo testo prova a partire dal punto di vista degli alberi; ce li presenta come creature dotate di sensi e di funzioni che sono molto simili alle nostre:\u00a0gli alberi comunicano tra loro, hanno memoria, provano qualcosa di simile alle emozioni, compiono delle scelte.<br \/>\nAnche se tutte queste funzioni sono svolte in modo per noi incomprensibile e \u201cnon abbastanza umano\u201d, la lettura di questo libro mi ha aiutata a sentirmi un po\u2019 pi\u00f9 vicina al mondo vegetale e a comprendere, per esempio, che una foresta o un bosco sono luoghi molto pi\u00f9 energeticamente sensati di una serra o di una piantagione artificiale.<br \/>\nL\u2019autore non punta il dito verso le coltivazioni di cui abbiamo bisogno per sfamarci e per vivere. E infatti non suggerisce di smettere di mangiare insalata o mangiare solo le mele che cadono dagli alberi.<\/p>\n<p>L\u2019autore ci racconta quanto la foresta e il bosco siano organismi essi stessi e di quanto sia importante, per tutti, preservare delle aree affinch\u00e9, con i loro tempi, questi complessi organismi possano svilupparsi e riprendersi un po\u2019 di territorio.<br \/>\nQuesti concetti mi erano gi\u00e0 noti prima della lettura del libro ma rivederli, dal quasi-punto di vista di un albero, mi ha aiutata a dare pi\u00f9 importanza e a riscoprire un sapere che in qualche modo avevo gi\u00e0 intuito da bambina intessendo una relazione con un altro organismo vivente.<br \/>\nSono cresciuta in un\u2019azienda agricola. Proprio per questo, o nonostante questo, ho sempre pensato che un animale in gabbia soffra.<br \/>\nL\u2019autore, rifacendosi a degli studi scientifici, ci racconta che le piante sentono e che i loro parametri vitali migliorano se vivono in comunit\u00e0, se hanno vicino delle piante simili pi\u00f9 adulte mentre si stanno sviluppando (uno dei motivi per cui una foresta ha bisogno di molti anni e di pi\u00f9 generazioni per stabilizzarsi); riflettendo su questi aspetti ho ripensato ad alcune emozioni che mi capita di provare.<br \/>\nPer esempio, mi accorgo che da tempo provo tristezza per le piante che vivono in vaso, soprattutto per le grandi piante che hanno poco spazio per le radici. Le immagino isolate perch\u00e9 non possono comunicare con altri esseri viventi e con loro simili. Preferirei vederle in un giardino vicino ad altre piante, credo che starebbero meglio, di sicuro starei meglio io.<br \/>\nE, a proposito di stare bene io e delle mie emozioni, questo libro mi ha fatto riassaporare la consapevolezza di quanto mi piace camminare, respirare e stare nel bosco. E per questo non c\u2019\u00e8 bisogno di spiegazioni, la bellezza non si pu\u00f2 raccontare e spiegare, \u00e8 qualcosa di cui si fa esperienza.<\/p>\n<p>Una domanda per la quale l\u2019autore prova a proporre soluzioni pratiche \u00e8: come facciamo a fare queste esperienze di immersione nella bellezza se prima non la preserviamo?<\/p>\n<p><strong>LA VITA SEGRETA DEGLI ALBERI<\/strong> di Peter Wohlleben, Macro Edizioni, 2016<\/p>\n<p><strong>\u00c8 segnalato in ArKani segnali perch\u00e9:<\/strong> perch\u00e9 anche la vita vegetale \u00e8 piena di bellezza e di mistero e questo libro \u00e8 un&#8217;occasione per scoprirlo<\/p>\n<p><strong>\u00c8 segnalato per:<\/strong> tutte\/i<\/p>\n<p><strong>Ho scelto questa mia foto perch\u00e9:<\/strong>\u00a0faccio spesso foto agli alberi.\u00a0Questo \u00e8 l\u2019ultimo albero a cui ho scattato una foto<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/20170123_115124.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-462\" src=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/20170123_115124-300x169.jpg\" alt=\"20170123_115124\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/20170123_115124-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/20170123_115124-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/20170123_115124-2048x1152.jpg 2048w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/20170123_115124-400x225.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mia relazione con gli alberi \u00e8 iniziata quando ero bambina; ci sono due alberi che sono stati particolarmente importanti e che ricordo con riconoscenza, sia per i momenti piacevoli sia perch\u00e9 mi hanno offerto un posto tutto mio quando cercavo solitudine e silenzio. Il primo \u00e8 un ciliegio sul confine dell\u2019azienda agricola in cui vivevo. Mi piaceva arrampicarmi e accomodarmi sui rami: c\u2019era fresco quando faceva caldo, momenti di osservazione ravvicinata delle formiche e, una cosa che mi piaceva moltissimo, una visione dall\u2019alto rispetto al territorio, una delle cose che pi\u00f9 ho amato nelle mie numerose fughe sugli alberi. Ricordo dei tramonti bellissimi, d\u2019estate, mentre stavo comodamente appoggiata al tronco e ai suoi rami. Poi un giorno la mia famiglia si trasfer\u00ec e cos\u00ec cambiai albero di riferimento. Il secondo albero stava nel campetto di fianco alla mia nuova scuola elementare, quando ancora era nuova e un po\u2019 minacciosa, il cambio di scuola era stato un momento difficile. Ho il ricordo di alcune ore passate a osservare la mia scuola da fuori, al sicuro e nascosta in mezzo alle foglie. Sembrava diversa dalla scuola che vivevo all\u2019interno. 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