{"id":394,"date":"2016-10-18T11:13:20","date_gmt":"2016-10-18T09:13:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/?p=394"},"modified":"2016-10-18T12:08:46","modified_gmt":"2016-10-18T10:08:46","slug":"la-grammatica-dei-conflitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/la-grammatica-dei-conflitti\/","title":{"rendered":"La grammatica dei conflitti"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Gli amici spesso mi dicono che non mi faccio mai gli affari miei.<br \/>\nNon \u00e8 esattamente cos\u00ec, anche se un po\u2019 di verit\u00e0 c\u2019\u00e8.<br \/>\nL\u2019ultima occasione per farmelo dire \u00e8 successa pochi giorni fa.<\/p>\n<p class=\"p1\">Stavo andando in giro in bicicletta, di sera a Milano, in una via abbastanza movimentata, quando all\u2019improvviso ho sentito delle urla alle mie spalle.<br \/>\nHo superato l\u2019incrocio che stavo attraversando e mi sono fermata per girarmi a guardare cosa stava succedendo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ferme al semaforo due macchine, una in coda all\u2019altra; la macchina davanti con lo sportello del guidatore aperto, la macchina dietro \u201cassalita\u201d dal guidatore della prima, urlante, finch\u00e9 anche dalla seconda \u00e8 uscito il guidatore, ugualmente urlante.<br \/>\nDue uomini alti, vigorosi, che si fronteggiano urlando, spingendosi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Pochi attimi che sembrano minuti e scende da una delle due macchine una passeggera, che cerca di distogliere il compagno dal duello, inutilmente.<br \/>\nAltri pochi attimi, che a questo punto sembrano ore, perch\u00e9 tutto \u00e8\u00a0immobile: altre macchine sono sopraggiunte al semaforo, che nel frattempo \u00e8 ridiventato verde, eppure nessuno si muove, nessuno suona il clacson, nessun altro scende dalla propria macchina.<\/p>\n<p class=\"p1\">Tutto sembra congelato, salvo per i due uomini che continuano a urlare, in una escalation di improperi e minacce, e per la donna che cerca di separarli.<br \/>\nA rivederli adesso, con gli occhi della memoria a distanza di qualche giorno, direi che sembravano come le statuine di un carillon, la ripetizione continua di una serie limitata di gesti, di fatto immobili bench\u00e9 in movimento.<br \/>\nDavvero pochi secondi, sufficienti per pensare \u201cqui finisce a schif\u00eco\u201d, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che succede: un attimo prima ci sarebbero tante vie d\u2019uscita, a saperle vedere, e un attimo dopo \u00e8 successo l\u2019irreparabile.<\/p>\n<p class=\"p1\">Non so come mi sia venuto in mente, non \u00e8 che l\u2019ho calcolato pi\u00f9 di tanto, fatto sta che, dall\u2019altra parte dell\u2019incrocio, da una decina di metri di distanza, ho iniziato a urlare anch\u2019io.<br \/>\nMi \u00e8 venuta fuori una voce potente, forte e profonda: \u201cebbasta, tornate in macchina\u2026 ebbasta, tornate in macchina\u201d. Una specie di cantilena, l\u2019avr\u00f2 urlato una decina di volte. Un mantra roboante, perch\u00e9 ogni volta la voce mi usciva pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p class=\"p1\">La cosa pazzesca \u00e8 che a un certo punto la donna si \u00e8 girata dalla mia parte, mi ha cercato con lo sguardo: deve avermi sentita, immagino cercasse di capire cosa stesse succedendo; guardando la sua espressione ho pensato che provasse stupore, del tipo \u201ce questa adesso che vuole?!?\u201d.<br \/>\nLa cosa ancora pi\u00f9 pazzesca \u00e8 che nel giro di pochi secondi tutto si \u00e8 sgonfiato: da alcune macchine in coda sono scese delle persone, forse qualcuno ha detto qualcosa che ha sciolto la tensione, altre macchine sono ripartite, il compagno della donna ha abbassato le spalle e ha quasi sorriso, l\u2019altro ha fatto un passo indietro, la donna ha fatto un passo avanti, riuscendo cos\u00ec a frapporsi tra i due. Una specie di danza, un lento rituale di allontanamento.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ancora qualche attimo ed erano tutti e tre risaliti sulle rispettive auto e ripartiti per la propria strada.<br \/>\nPer questa volta, almeno, l\u2019irreparabile era stato evitato.<\/p>\n<p class=\"p1\">Non so dire cosa sia successo. Forse il mio urlare e lo scambio imprevisto di sguardi tra me e la donna hanno ampliato il campo, cambiato la struttura del palcoscenico, consentendo quindi di modificare la sceneggiatura di quella scena drammatica.<br \/>\nForse si \u00e8 semplicemente creato quel diversivo che ha reso possibile ai protagonisti di guardarsi dal di fuori, assumendo un altro punto di vista.<\/p>\n<p class=\"p1\">Di fatto mi \u00e8 venuta voglia di recensire un libro che amo molto: \u201cLa grammatica dei conflitti. L\u2019arte maieutica di trasformare le contrariet\u00e0 in risorse\u201d di Daniele Novara.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019aspetto per me pi\u00f9 illuminante \u00e8 la distinzione netta tra violenza e conflitto, dove per violenza si intendono quelle situazioni in cui per risolvere il problema si elimina chi porta il problema stesso, attraverso un danneggiamento intenzionale<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>&#8211; fisico o psicologico \u2013 dell\u2019avversario e con conseguente eliminazione di ogni possibilit\u00e0 di relazione. Molto simile all\u2019episodio cui ho assistito: al di l\u00e0 di quale fosse il motivo della controversia, la soluzione era cercata nella sopraffazione, uno vince e l\u2019atro perde, soccombe.<\/p>\n<p class=\"p1\">Viceversa per conflitto si intendono quelle situazioni di contrasto, anche acceso, che eventualmente possono anche produrre dei danni \u2013 reversibili, rimediabili \u2013 in cui permane, nonostante le difficolt\u00e0,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>l\u2019intenzione di affrontare il problema e mantenere la relazione.<\/p>\n<p class=\"p1\">Da questa distinzione discende quindi anche un approccio diverso di intendere il conflitto <i>tout court<\/i>: non pi\u00f9 qualcosa di sgradevole, da evitare come la peste, bens\u00ec un\u2019occasione per chiarire le rispettive posizioni, un\u2019opportunit\u00e0 per sviluppare le proprie relazioni.<\/p>\n<p class=\"p1\">Addirittura il conflitto inteso come strumento di conoscenza e di apprendimento, di s\u00e9 e dell\u2019altro. S\u00ec, perch\u00e9 i contrasti, le controversie, le divergenze molto spesso sono molto di pi\u00f9 dello stretto \u201coggetto del contendere\u201d: ci sono bisogni inespressi, di cui a volte si \u00e8 addirittura inconsapevoli, ci sono aspetti emotivi a volte difficili da riconoscere o da contattare con agio, ci sono \u201ctasti dolenti\u201d che se schiacciati ci trasportano dal qui-e-ora della discussione ad un l\u00e0-e-allora molto sofferto, che riemerge e ci travolge.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019immagine metaforica \u00e8 quella dell\u2019iceberg: la parte visibile ed esplicita di un conflitto spesso \u00e8 molto pi\u00f9 piccola della sua parte sommersa e inespressa.<\/p>\n<p class=\"p1\">Imparare ad affrontare i conflitti vuol dire allora imparare a conoscerli, a esplorarli, a interrogarli, ad attraversarli con curiosit\u00e0 e senso di avventura.<\/p>\n<p class=\"p1\"><i>La grammatica dei conflitti<\/i> \u00e8 un manuale agile che illustra gli elementi che compongono i conflitti, per poterli riconoscere, maneggiare, usare per imparare e crescere. Aiuta ad interrogarsi sul proprio modo di affrontare (o evitare) le controversie, sui propri vissuti emotivi che maggiormente vengono sollecitati nelle occasioni di contrasto. Grazie all\u2019approccio maieutico, \u00e8 un libro che invita a porsi delle domande in vista di una maggiore consapevolezza.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>La grammatica dei conflitti. L&#8217;arte maieutica di trasformare le contrariet\u00e0 in risorse<\/strong>, di Daniele Novara, edizioni Sonda.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>\u00c8 segnalato in ArKani Segnali perch\u00e9<\/strong>:\u00a0\u00e8 uno strumento di consapevolezza, quella consapevolezza che aiuta a vedere le diverse alternative,\u00a0le vie di uscita da quelli che potrebbero sembrare vicoli ciechi.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>\u00c8 segnalato per<\/strong>:\u00a0tutti\/e; per counselor<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Ho scelto questa mia foto perch\u00e9<\/strong>:\u00a0bosco intricato\u00a0o semplici fili d&#8217;erba? a volte pu\u00f2 essere una questione di punti di vista&#8230;<\/p>\n<p class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/fiore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-396\" src=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/fiore-150x150.jpg\" alt=\"Bosco o erba?\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/fiore-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/fiore-177x177.jpg 177w, https:\/\/www.arkaassociazione.it\/arkanisegnali\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/fiore-380x380.jpg 380w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli amici spesso mi dicono che non mi faccio mai gli affari miei. Non \u00e8 esattamente cos\u00ec, anche se un po\u2019 di verit\u00e0 c\u2019\u00e8. L\u2019ultima occasione per farmelo dire \u00e8 successa pochi giorni fa. Stavo andando in giro in bicicletta, di sera a Milano, in una via abbastanza movimentata, quando all\u2019improvviso ho sentito delle urla alle mie spalle. Ho superato l\u2019incrocio che stavo attraversando e mi sono fermata per girarmi a guardare cosa stava succedendo. Ferme al semaforo due macchine, una in coda all\u2019altra; la macchina davanti con lo sportello del guidatore aperto, la macchina dietro \u201cassalita\u201d dal guidatore della prima, urlante, finch\u00e9 anche dalla seconda \u00e8 uscito il guidatore, ugualmente urlante. Due uomini alti, vigorosi, che si fronteggiano urlando, spingendosi. Pochi attimi che sembrano minuti e scende da una delle due macchine una passeggera, che cerca di distogliere il compagno dal duello, inutilmente. 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