In cammino con un saggio pellerossa

In cammino con un saggio pellerossa


In questo libro Marshall rompe finalmente il silenzio sugli insegnamenti ricevuti e li condivide, rivelando il meglio di quello che i suoi nonni gli hanno tramandato nel corso di tutta la sua esistenza, rendendo accessibili conoscenze senza tempo finora patrimonio esclusivo della cultura Lakota.
Marshall conduce il lettore nel cuore della saggezza del suo popolo in un viaggio fatto di storie in cui autentici episodi della sua adolescenza si intrecciano con miti noti a ogni Lakota.
L’autore parla di alcuni aspetti della tradizione, imparati attraverso gli insegnamenti ricevuti durante le molte camminate tra i molteplici sentieri che la prateria offriva a lui e a suo Nonno.

Questi insegnamenti esplorano temi fondamentali per ogni popolo: la necessità di conoscere se stessi, il cerchio della vita, la scoperta e il compimento della propria.
Con le sue emozionanti narrazioni, sono tanti i temi che Marshall ci dona attraverso gli insegnamenti ricevuti dai suoi nonni: la famiglia, con il ruolo centrale degli anziani nella guida del popolo, la visione della leadership, la forza interiore e la forza dello spirito, la relazione tra l’essere umano e la sua parte d’ombra, la relazione con la morte come la fine di un viaggio e l’inizio di un altro.

Marshall propone una serie di racconti antichissimi, storie e leggende in una nuova, straordinaria versione.
Uno dei capitoli che mi ha aiutato maggiormente è stato quello che parla della relazione dì coppia, quella tra un uomo e una donna. Le loro differenze e di come queste, il femminile ed il maschile, siano poi elementi che trovano completamento nella vita.
L’autore racconta il significato e la storia, che sta dietro all’arco e alla freccia.
L’arco e la freccia, rappresentano rispettivamente il femminile ed il maschile e diventano una metafora emblematica della relazione di coppia, della relazione tra il maschile ed il femminile secondo la visione Lakota.

La curvatura dell’arco, racconta Marshall, è stata ispirata dal primo quarto di luna ed in quanto la Luna, espressione dell’universo femminile, rende l’arco la parte femminile, e di conseguenza, la freccia, nel suo essere diritta rappresenta la parte maschile.
Arco e freccia non esistono, nella propria piena espressione, se non in relazione l’uno con l’altra.
L’arco per manifestarsi nella pienezza del suo essere ha bisogno della freccia e la freccia per vivere la sua essenza ha bisogno di un arco che la scagli.

Questa è l’espressione della relazione di complementarietà tra due energie, quella femminile e quella maschile.
Questa relazione, per i Lakota, aveva la sua manifestazione e la piena e concreta realizzazione nella relazione di coppia tra un uomo ad una donna.
Dove la donna o la parte femminile danno la direzione all’uomo o parte maschile, che compie l’atto di andare in quella direzione, di attuarla.
Tra i Lakota, la saggezza femminile era riconosciuta, tenuta in altissima considerazione e seguita.

In questo, ritrovo una grande saggezza, ed è proprio la saggezza, che Marshall considera come la virtù più importante.
Per i Lakota, le qualità a cui un essere umano deve tendere, sono quattro: generosità, coraggio, forza interiore e saggezza. La saggezza “è la virtù che possiamo acquisire nel corso della vita e quando questo avviene quello che riceviamo è appunto il dono della saggezza”.
Così come la conoscenza viene dal sapere, la saggezza inizia dalla conoscenza, cresce con l’esperienza e trae il proprio potere dal discernimento.
La Saggezza per formarsi ha bisogno anche delle altre qualità e nel suo processo di acquisizione le apprendiamo e potenziamo.
Il Coraggio ci permette di fare il passo nell’esperienza, la Forza Interiore ci permette di stare nell’esperienza e la Generosità è nel restituire quello che abbiamo integrato, agendolo con la Saggezza.
La saggezza, dice Marshall, “è come il vento, la possiamo vedere attraverso i suoi effetti, cioè quando la restituiamo, ne facciamo dono nuovamente alla vita”.

IN CAMMINO CON UN SAGGIO PELLEROSSA
di Joseph M. Marshall, Ed. Il Punto d’incontro-2008.

Ho scelto questa mia foto perché: 
Voglio farvi dono di questa immagine.
È una foto che ho scattato in Sud Dakota ai piedi della collina di nome Bear Butte. In questa collina da oltre trecento anni, il Popolo Lakota va a pregare attraverso la Cerimonia della Ricerca della Visione.
Il Bisonte (Ta Tanka) era l’essere più amato e verso il suo Popolo i Lakota nutrivano un profondo sentimento di gratitudine per l’alleanza offerta.
Un Popolo di una specie (la Nazione dei Bisonti) che decide di allearsi, offrendosi, per donare la vita alla Nazione Lakota e a tutti i Popoli delle Grandi Pianure. Questa era la consapevolezza con la quale andavano a caccia di questa potente Nazione; la consapevolezza che erano i bisonti adoffrirsi a loro e non loro che li andavano a cacciare.
Tutto questo trovava un equilibrio nella relazione spirituale, dove il Popolo Lakota offriva alla Nazione dei Bisonti canti sacri, cerimonie e preghiere di gratitudine e guarigione per questo Popolo, portatore di generosità, saggezza, coraggio e forza interiore.
Quando guardi un Bisonte fermo nelle praterie, stai osservando l’immobilità di un Buddha; stai osservando tutta la forza, la potenza espressa dalla sua capacità di stare ed in quello stare manifestare tutto il suo Essere.
Il Popolo Lakota per manifestare la gratitudine verso ciò che riconosceva in questo Popolo aveva attinto a tutta la propria creatività per onorarne il Sacrificio, utilizzando e trasformando ogni parte del corpo del bisonte. Nulla andava sprecato tutto era trasformato in cibo, in utensili e coperte.

È segnalato in Arkani Segnali perché: Tutto questo rappresenta per me un grande insegnamento, una guida per ricongiungerci in una relazione armoniosa, naturale e rispettosa con il Mondo in cui viviamo.
Siamo Creature nel Creato in unione con tutti gli altri esseri, che con noi abitano il Creato; questa lettura diventa un’esperienza per risentire questa relazione e ritrovare il nostro giusto posto, come specie umana, nella giusta e armoniosa relazione con gli altri Popoli.

È segnalato per: tutti e tutte.

Andrea Stagni

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