Dal silenzio al suono

Dal silenzio al suono


Ho amato questo libro per tanti motivi, a partire dalla sua chiarezza espositiva e per gli utili spunti pratici.
L’autrice si occupa degli aspetti psicologici della voce sia parlata che cantata e nel testo espone l’essenza e la sequenza del suo metodo di lavoro con gli studenti di canto.
Ho molto apprezzato la metodologia che mette in luce lo stile personale dell’autrice, dato dall’essere contemporaneamente ricercatrice e didatta; nel testo ho trovato che gli elementi teorici sono ben connessi con le osservazioni fenomenologiche, le spiegazioni sulle scelte metodologiche e i risultati che l’autrice ha ottenuto con le persone che ha seguito nel proprio percorso di consapevolezza vocale.

Il testo è adatto a chiunque voglia fare pratica di consapevolezza nell’uso della propria voce, non solo ai fini di migliorarne degli aspetti ma anche per entrare in uno stato meditativo di ascolto profondo del corpo attraverso l’esplorazione e l’uso di tutti i sensi.

Il filo conduttore di tutto il testo è l’applicazione della sinestesia (fusione in un’unica sfera sensoriale delle percezioni di sensi distinti) all’insegnamento del canto e alle pratiche di consapevolezza con/sull’uso della voce.
L’autrice illustra con chiarezza gli esercizi che possono essere messi in pratica e i diversi fini che si propongono. Il testo può essere utile sia ai professionisti della voce a vario titolo (insegnanti di canto, vocal coach, cantanti, attori…) ma anche a tutti coloro che vogliono fare un viaggio di ascolto corporeo dentro di sé.

Io ho trovato il testo molto efficace in questo secondo senso, perché ho potuto sperimentare esercizi utili per l’ascolto di tutto il corpo, ampliando la percezione di tutti i sensi e sperimentando i cambiamenti percettivi quando diversi sensi vengono consapevolmente messi in relazione tra loro.
Ho iniziato a usare alcune di queste tecniche come pratiche di meditazione, riconoscendo che alcune di queste erano qualcosa che già praticavo ancora prima di sentir parlare di meditazione.
Penso per esempio alla capacità di rimanere in relazione con i rumori o le sollecitazioni esterne e di riuscire a focalizzarmi sulla mia risonanza, piacevole o spiacevole, come modo per stare nel momento presente.
Nel testo ho trovato esercizi e spunti vari, per difficoltà/semplicità, durata e per finalità, alcuni specifici sull’ascolto e sull’emissione vocale e altri molto adatti ad essere riportati e utilizzati nella quotidianità come pratica di auto ascolto.

DAL SILENZIO AL SUONO, Voce Corpo Sensi Memorie, Alessia Vitale, ed. Borla, 2003.

È segnalato in ArKani Segnali perché: è uno strumento per affinare pratiche di auto ascolto e per favorire l’allargamento della percezione sensoriale.

È segnalato per: tutti/e

Ho scelto questa mia foto perché: mi è sempre piaciuto il rumore della pioggia, soprattutto in macchina. Ascoltare le gocce e osservare le loro traiettorie sul finestrino mi aiuta a connettermi con una dimensione di ascolto interiore.

pioggia finestrino

 

 

 

 

 

 

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