Buone feste e buone letture

Buone feste e buone letture


Il nostro regalo per queste vacanze natalizie: letture che per noi sono state di ispirazione, ci sono piaciute, ci hanno toccato, incuriosito, divertito, ci hanno fatto riflettere.
E che abbiamo il piacere di condividere con voi.

Eleanor Oliphant sta benissimo
di Gail Honeyman, Garzanti – 2018
L’entrare in punta di piedi nel mondo di Eleanor e la sensazione che la sua personalità si dischiudesse durante la storia come un fiore che sboccia, ha suscitato in me una forte emozione di tenerezza e mi ha fatto pensare….
Mi ha ricordato quanto sia importante accogliere sé, in tutti i propri aspetti di vissuto, di personalità e anche di fisicità, per poter prestare davvero cura e attenzione all’altro.
Un libro per questo Natale, come augurio di riuscire a donare davvero cura, presenza e attenzione a sé e agli altri.
Laura Milani 

Le otto montagne
di Paolo Cognetti, edizioni Einaudi – 2018
Ho letto questo romanzo in due giorni tanto è stato il coinvolgimento che ha suscitato in me. Racconta la storia di un’amicizia lunga tutta una vita, amicizia nata in montagna grazie alla montagna. E come in tutte le storie d’amore, che non vivono in un rapporto esclusivo a due ma che si sviluppano in relazione a un contesto più ampio, troviamo anche storie di famiglie e altre storie d’amore, a partire da quelle personali che ogni protagonista vive, a modo proprio, con la montagna. Nella lettura ho sentito una forte risonanza in relazione al mio amore per la montagna e alle mie storie di amicizia, sia negli aspetti di piacere che di dolore che le hanno caratterizzate.
Licia Togni

Semi di felicità
di Tich Nhat Hanh, Terra Nuova Edizioni – 2012
Questo libro mi è piaciuto molto perché mi ha fornito e mi fornisce una serie di utili e pratici consigli riguardanti l’educazione di mia figlia, rivolti all’accrescimento di una maggiore fiducia in se stessi e a come aiutare ad affrontare le emozioni difficili. Gli esercizi sono stati utili anche per me, per ricentrarmi nei momenti di tensione e difficoltà, e per ritrovare pace e serenità interiori e verso il mondo che mi circonda. Il più delle volte basta un semplice e potente strumento per trovare la tranquillità e che tutti possediamo: è il respiro consapevole. Respirare, la prima cosa che ho fatto quando sono venuta al mondo, che faccio in ogni secondo della mia vita, strumento di pace e di vita.
Desiree Margiotta

Buona vita a tutti
di J.K.Rowling, Salani Editore – 2017
È un libro breve che raccoglie il discorso che J.K.Rowling, autrice della saga di Harry Potter, ha pronunciato ai laureandi di Harvard in occasione della cerimonia di laurea, alla quale era stata invitata come ex allieva.
L’autrice fa riferimento alla propria esperienza di vita per parlare dei benefici del fallimento e dell’ importanza dell’immaginazione. “In fin dei conti ognuno deve poter decidere da sé cosa considera un fallimento, benché il mondo sia piuttosto ansioso di fornirti un insieme di criteri, se glielo permetti. Il fallimento mi costrinse ad eliminare tutto ciò che era superfluo. Smisi di illudermi di essere qualcosa che non ero e presi ad incanalare ogni energia nel terminare l’unico lavoro che mi stava a cuore. Il fondo che avevo toccato diventò la solida base su cui ricostruire la mia esistenza. Fallendo ho imparato cose su di me che non avrei potuto apprendere in alcun altro modo. Questa consapevolezza è un vero e proprio dono.”
L’immaginazione è la chiave con cui ricostruire la propria vita dopo una caduta e, nella sua qualità più trasformativa e rivelatoria, è la forza che ci consente di provare empatia per esseri umani che incrociano le nostre strade e di cui non abbiamo mai condiviso le esperienze.
“Non occorre la magia per trasformare il mondo. Dentro di noi abbiamo già tutto il potere che ci serve: il potere di immaginarlo migliore”
Buona vita a tutti è un invito a sperimentarsi, a non aver paura del fallimento ed a trovare il proprio modo di rialzarsi perché “come un racconto, così è la vita: non importa che sia lunga, ma che sia buona”
Nicla Picozzi

Gina Cammina
libro a fumetti di Antonella Toffolo, ed. Topipittori – 2018
La tecnica insolita di Antonella Toffolo nel narrare ci fa immergere in un’atmosfera particolare. È un episodio che sua madre le raccontò anni fa. Leggendolo si è rapiti dalla forza del biancoe nero e dal linguaggio semplice, un po’ dialettale ma molto espressivo, proprio della generazione dei nostri nonni o genitori durante la Grande Guerra. È una storia breve ma molto intensa, con tanti spunti sui quali riflettere, è quasi una “meditazione”. Sono passati più di 70 anni da allora ma sembrano pochi paragonati alla differenza che c’è con la vita di oggi. Sono gli occhi di una giovane adolescente mandata da sola
dagli Appennini modenesi a servizio in una famiglia, in città, a Firenze, vista come un nuovo mondotutto da scoprire. C’è in lei una certa intensa emozione e aspettativa tra gli echi di un nemico, il tedesco invasore, che è ancora una ferita nella nostra storia. Tutto questo viene trasferito direttamente al lettore, 
da cuore a cuore.
Antonino Bertolami

Il telefono senza fili
di Marco Malvaldi, Sellerio editore Palermo – 2014
“La biglia gialla, rotolando con pigra sicurezza, rallentò, fino a fermarsi del tutto. Esattamente a venti centimetri dalla palla bianca, con la rossa in mezzo, e vicino alla sponda. Ovvero, una situazione di merda”. E chi l’ha detto che vivere in un piccolo paesino di provincia, vedere sempre le stesse brutte facce, giocare a carte o a biliardo nel solito Bar Lume ed essere anziani sia una condizione sfavorevole?! I quattro vecchietti, protagonisti di questo divertentissimo quasi-giallo-misterioso, non si annoiano mai e vanno avanti a colpi di battute letali in stile toscanaccio e “risse” verbali che, ogni tanto, fanno anche da sottofondo a qualche riflessione un po’ più profonda sulla vita…ma senza prendersi troppo sul serio eh!
Antonella Fiacchi

Ti amo in tutti i generi del mondo
di Giorgia Vezzoli, Giraldi Editore – 2016
Nina, una giovane donna di vent’anni, si lascia convincere dalla cugina a soggiornare per un mese presso un villaggio di vacanze alternative “Armonia e Natura”. Al villaggio incontra Sasha e ne rimane affascinata. Ma Sasha è un ragazzo o una ragazza? Il suo nome è infatti sia da maschio che da femmina. Inoltre Sasha non ha un’identità di genere definita e il suo abbigliamento non permette di elaborare particolari congetture sul proprio corpo. All’ inevitabile domanda “ma tu sei un ragazzo o una ragazza?”, Sasha propone a Nina di poterle celare il proprio sesso per tutta la durata del suo soggiorno al villaggio. Nina accetta la sfida che, secondo Sasha, le permetterà di conoscerlo/a veramente, ma Sasha è terribilmente attraente e lei inizia a provare dei sentimenti per lui/lei…
E se si innamorasse e poi scoprisse che Sasha è una femmina o non esattamente un maschio?
È possibile innamorarsi di qualcuno senza conoscerne né il genere né il sesso?
“Ti amo in tutti i generi del mondo” mi è piaciuto perché racconta, con ironia e semplicità, la storia di due giovani esseri umani che si incontrano e si completano nella loro diversità che trascende l’appartenenza di genere.
Nicla Picozzi

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