Buon Agosto

Buon Agosto


Per l’uscita di Agosto pubblichiamo un post collettivo con i suggerimenti di diverse letture, due film e una mostra.
La foto che abbiamo scelto è quella di un cielo sereno con l’augurio di un Agosto rigenerante sia per chi è in vacanza e sia per chi è ancora (o di già) al lavoro.

Arrivederci a Settembre!
Redazione di ArKani Segnali

A seguire le segnalazioni di:
* DONNE CHE COMPRANO FIORI – romanzo di Vanessa Monfort
* COUNSELING ALLA COPPIA E ALLA FAMIGLIA – Un approccio centrato sulla persona – saggio di Charles J. O’Leary
* LA BICICLETTA DI EINSTEIN – biografia, di Étienne Klein
* ROSSO ISTANBUL – romanzo di Ferzan Ozpetec
* NON È COLPA DEI BAMBINI. Perché la scuola sta rinunciando a educare i nostri figli e come dobbiamo rimediare. Subito – saggio di Daniele Novara
* SPOOR – TRACCE – film diretto da Agnieszka Holland
* ARTE COME RIVELAZIONE – Mostra collettiva

DONNE CHE COMPRANO FIORI
di Vanessa Monfort, Ed. Feltrinelli

Donne che comprano fiori è un romanzo che parla di donne contemporanee, di amiche, è una storia di amicizia e di amore per la vita fatta di occasioni da non sprecare, di coraggio nel scegliere di fare qualcosa soltanto per se stesse, di abbandonare la paura del cambiamento e di viverlo intensamente.
È un libro che mi ha portato a riflettere insieme alle protagoniste sull’idea che la casualità non esiste e che tutto accade per una ragione, e la ragione è già parte di quel cambiamento di cui, se ne so cogliere l’esistenza,  mi aiuta a liberarmi dalle ombre del passato, per aprirmi a  un nuovo presente.
Lo consiglio perché fresco e leggero, è un libro che mi ha  ispirata  ed emozionata, e allo stesso tempo mi ha inebriata con il profumo dei fiori.
Ho scelto questa mia foto con la prima pianta di rose che mi sono comprata solo per me stessa proprio come le protagoniste di questo romanzo, in un momento di grande cambiamento.
Desirée Margiotta

DESIREE_fiori per me

 

 

 

 

 

 

 

 

COUNSELING ALLA COPPIA E ALLA FAMIGLIA – Un approccio centrato sulla persona
di Charles J. O’Leary, Ed. Erikson

Charles J. O’Leary, psicoterapeuta americano, ci aiuta ad approfondire l’intervento di counseling relazionale, di coppia e della famiglia, durante tutto il processo di counseling, fase per fase, fornendo utili informazioni e suggerimenti per integrare il proprio approccio con quello centrato sulla persona.
Questo libro mi è piaciuto molto perché mi ha dato strumenti teorici e pratici molto utili che ho potuto utilizzare nel mio approccio di counseling con le coppie. In particolare ho apprezzato la completezza di informazioni fornite per ogni fase del counseling, l’accento sulla differenza delle varie fasi e di conseguenza sulle diverse modalità di intervento da poter utilizzare, e l’enfasi posta sulle qualità di accettazione incondizionata, congruenza ed empatia, necessarie al counselor e che rappresentano la chiave per poter instaurare un contatto autentico e di trasformazione con la persona, la coppia, la famiglia.

Un testo che consiglio a tutti coloro che desiderano iniziare a supportare le coppie o le famiglie nella loro professione di counselor, o che desiderano integrare l’approccio centrato sulla persona nella pratica di counseling con le coppie e le famiglie.

Ho scelto questa mia foto perché rappresenta per me incanto, bellezza, forza e fragilità, caratteristiche che mi sembra di vedere in tutte le relazioni, in particolare in quelle di coppia e all’interno della famiglia.
Silvia Carbogno

Silvia_coppia

 

 

 

 

 

 

LA BICICLETTA DI EINSTEIN
di Étienne Klein, Ed. Ponte alle Grazie

È la biografia di Albert Einstein, grazie alla quale l’autore ripercorre le tracce e ricostruisce la storia sia dello scienziato che dell’uomo, con le sue passioni, i suoi ideali, i suoi sogni.
Mi è piaciuta la storia (Einstein è stato un individuo straordinario) e mi è piaciuto il modo di ricostruirla e raccontarla: Klein con passione ed entusiasmo ha ripercorso gli spostamenti che Einstein “cittadino del mondo” ha fatto, andando in bicicletta negli stessi luoghi in cui andava lui, passeggiando nelle città in cui lui ha vissuto e contemplando i cieli sdraiandosi sugli stessi prati.
Mi è sembrato un modo molto emozionante ed empatico di entrare in relazione con questo uomo così originale e innovativo; un modo che ha accorciato le distanze del tempo e ha restituito integro quello “sguardo ragazzino” che Einstein ha anche da anziano, come ci mostrano le sue foto più celebri.

Lo consiglio perché Einstein è un personaggio di culto, per la sua genialità è un mito anche per le giovani generazioni (“Einstein” è di fatto sinonimo di “scienziato geniale e creativo”), eppure tutti lo conoscono solo grazie alle teorie della relatività (che poi solo per gli addetti ai lavori è chiaro cosa siano), mentre sono poco conosciuti la sua sensibilità, il suo amore per la libertà, il suo impegno pacifista, che sono le cose che lo rendono tuttora un personaggio molto attuale.
È quindi una lettura fresca e rigenerante. Un altro modo per ampliare lo sguardo sull’esistente.

Ho scelto questa mia foto perché amo i cieli, perché mi piace pensare che nella loro variabilità sono sempre presenti e ci tengono legati alle persone che ci hanno preceduto e a quelle che verranno.
Francesca Polo

Fra_cieli-Einstein_20180722_211212

 

 

 

 

 

 

 

 

ROSSO ISTANBUL
di Ferzan Ozpetec, Ed. Mondadori

Un regista turco che vive a Roma da molti anni prende un aereo per Istanbul dove è nato e cresciuto.
Qui, uno dopo l’altro, riaffiorano ricordi che si intrecciano con il presente e tutta la narrazione diventa una trama di storie…storie che parlano dell’amore e delle forme che può prendere, per le persone, per i luoghi, per una città e soprattutto, per la propria storia.
Ho visto molti film di Opzetec e questo è il primo libro suo che leggo.
Anche qui ho ritrovato la sensualità che caratterizza il suo modo di raccontare che amo molto e quindi ho provato lo stesso coinvolgimento vissuto con alcuni suoi film; ho letto il libro in due giorni, assaporandolo, grazie a un coinvolgimento amplificato dal fatto che leggere mi lascia molto spazio per vivere un’esperienza parallela a quella dei personaggi del racconto, rispecchiandomi nei loro vissuti oppure lasciando libera l’immaginazione o l’emersione dei miei ricordi risvegliati nella lettura. Insieme alle tante storie intrecciate dall’autore ci ho trovato anche qualcosa di me e della mia storia e dell’amore per la mia storia e per questo sono grata a questo romanzo.

Opztec racconta il suo amore per Roma e per Istanbul e leggendolo mi figuravo i luoghi narrati, probabilmente diversi da come sono. Ho scelto questa foto scattata in una passeggiata che mi piace fare nelle vie dietro casa, uno dei luoghi di Milano a cui sono affezionata.
Licia Togni

Licia

 

 

 

 

 

 

NON È COLPA DEI BAMBINI – Perché la scuola sta rinunciando a educare i nostri figli e come dobbiamo rimediare. Subito.
di Daniele Novara, Ed. BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Questo libro mi è stato regalato da un’amica, visto che mia figlia a settembre comincerà la scuola elementare. Mi è piaciuto perché è un libro che chiama genitori, insegnanti e anche medici e terapeuti a un lavoro comune per recuperare il senso vero dell’educare, tracciando una linea netta tra malattia e cattiva educazione. Per ridare ai bambini la scuola e la società di cui hanno bisogno.
Mi ha spinto a riflettere sul ruolo sociale delle famiglie di oggi, delle maestre e delle scuole e di quanta fragilità li circonda, con quanta poca nitidezza vengano definiti e anche supportati in quello che reputo essere un ruolo fondamentale a livello sociale: il ruolo di educatori di nuove generazioni.
È diventato perversamente più semplice definire malato un bambino che non riusciamo a educare. Insegnanti e genitori hanno dovuto confrontarsi in modo graduale ma inesorabile con una crescente terminologia medico-psichiatrica: disturbi dell’attenzione, autismo, dislessia, discalculia… Le certificazioni sono aumentate in maniera esponenziale e molti bambini – che un tempo sarebbero stati indicati come indisciplinati, in difficoltà – oggi hanno una diagnosi precisa.
In queste pagine, ricche di dati chiari e di esperienze sul campo, Daniele Novara porta alla scoperta di un sistema che troppo spesso preferisce la terapia all’educazione. E allo stesso tempo ci mostra anche, attraverso percorsi già sperimentati, come sia possibile opporsi a questa deriva, recuperando la missione primaria delle famiglie e dei docenti di crescere le nuove generazioni, educandole, credendo nelle potenzialità, organizzando strumenti e processi con l’obiettivo di stimolare, favorire e sostenere l’ apprendimento.
Lo consiglio quindi perché secondo me è una valida guida per tutti quei genitori e insegnanti, per tutti gli operatori che ruotano intorno al mondo della formazione e dell’educazione per districarsi nel complicato labirinto della scuola di oggi. Lo consiglio perché mi ha permesso di ritrovare fiducia e di rafforzare il mio ruolo di genitore nella mia missione educativa.
Ho scelto questa foto del mio orto in cassetta, perché trovo una certa similitudine nel coltivare e prendersi cura delle piante e il crescere ed educare i propri figli.
Desirée Margiotta

DESIREE_orto in cassetta

 

 

 

 

 

 

SPOOR – TRACCE
Regia di Agnieszka Holland

È un film scorretto. È un film che parla del rapporto dell’uomo con la natura e ne parla esagerandone ed esasperandone i toni per arrivare alle coscienze sopite delle persone. La protagonista, un’anziana donna appassionata di astrologia ed innamorata degli animali e della natura, grida (letteralmente grida!) la sua disperazione e la sua angoscia relativa al trattamento che noi “esseri umani” riserviamo agli animali e, non ascoltata, prende i suoi provvedimenti. Scenari struggenti di poesia, trama noir coinvolgente che per me passa in second’ordine rispetto agli innumerevoli spunti di riflessione che il film regala.

Lo consiglio per diversi motivi.
Una donna anziana con un animo da bambina che si rimette in gioco, mettendosi ad insegnare inglese ai bambini, dopo essere andata in pensione.
Un cuore pieno di amore e compassione e allo stesso tempo in preda alla disperazione.
Una famiglia allargata che nasce, inaspettata, nel rispetto delle rispettive inclinazioni. La tecnica per snocciolare le ciliegie…e mille altri momenti di magia.
Buona visione!
Antonella Fiacchi

ANTONELLA_IMG_20180710_095524

 

 

 

 

 

 

 

 

THE DISASTER ARTIST
regia di James Franco

Un film sull’amicizia e il fallimento, portati a livelli estremi e che, nell’assurdità della storia, accaduta veramente, stimola riflessioni sul talento, sul seguire i propri sogni a tutti i costi e contro tutto e tutti, sull’amicizia e l’affetto, sulla lealtà, sulle sorprese e soprattutto sulla imprevedibilità della vita. Non racconto nulla per non togliere il piacere della visione e suggerisco anche di non leggere niente di questo film, per poterselo godere fino in fondo.
Dopo un inizio per me un po’ lento, questo film ha suscitato sempre di più il mio interesse, fino alla fine, regalandomi sorpresa e lasciandomi con molti stimoli di riflessione e punti interrogativi, primo fra tutti sul senso delle difficoltà quotidiane nel lavorare per ciò che desidero.

Ho scelto questa citazione di Juan Gris, che ho fotografato ad una mostra di pittura, perchè mi è sembrato racchiudesse in breve il senso di questo film.
“Sei perso nel momento in cui sai quale sarà il risultato”, e quindi, aggiungo io, meglio a volte non saperlo o non averne proprio la consapevolezza…!
Silvia Carbogno

Silvia_artist

 

 

 

 

 

 

ARTE COME RIVELAZIONE – Mostra con opere dalla collezione Luigi e Peppino Agrati
Gallerie d’Italia, Fondazione Intesa San Paolo, Piazza della Scala, Milano
(fino al 19 Agosto 2018)

La collezione è impressionante sia per ampiezza che qualità delle opere esposte (da Fontana, a Burri, Melotti, fino a Warhol) ed è godibile anche da chi, come me, non sia un esperto d’arte e ami la Bellezza come forma e percorso possibile di crescita personale e collettiva; o la Bellezza come forma di cura del dolore esistenziale e narrazione immediata della storia della nostra società.
La mostra è gratuita, quindi tutti possono godere di questa bellezza, e immergersi per più di un’ora nel silenzio narrante sia delle opere, sia del palazzo che le ospita che di per sé è uno splendore. Finalmente un po’ di sano mecenatismo italiano dimostrato dalla sensibilità e lungimiranza di due fratelli brianzoli, gli Agrati per l’appunto, che per tutta la vita hanno affiancato al loro lavoro di industriali la ricerca di un altro fine che fosse al di là dell’arricchimento personale e condivisibile col resto della società.
Alessandra Maestri

Copia di Alessandra

+ There are no comments

Add yours